I sindaci di Acquappesa e di Guardia Piemontese, Francesco Tripicchio e Vincenzo Rocchetti, annunciano la riapertura, il 6 maggio, delle Terme Luigiane per la nuova stagione termale, che quest’anno è stata anticipata.
“Accogliamo con grande piacere e con enorme soddisfazione un dato importante: una riapertura anticipata rispetto a quella dello scorso anno. Un passo in avanti che abbiamo sempre auspicato: prolungare la stagione termale”, affermano i sindaci.
“Siamo felici degli sforzi e degli impegni che si stanno portando avanti e che la nuova società che gestisce le Terme Luigiane sta mettendo in campo.
Stiamo iniziando a toccare con mano quella controtendenza, rispetto al passato, che tutti ci aspettavamo ed auspicavamo. Sono passi incoraggianti – dicono i primi cittadini – sono cambiamenti evidenti ed importanti, che insieme abbiamo cercato e voluto.
È bellissimo iniziare a vedere i frutti delle nostre battaglie a tutela di un bene così prezioso e per tutelare le nostre Comunità”.
Le Terme Luigiane, dove si trovano
Le Terme Luigiane sono a metà strada tra i comuni di Guardia Piemontese e Acquappesa, da cui dipendono anche amministrativamente. Il nome della località si deve a Luigi Carlo di Borbone, conte dell’Aquila, che nel 1850 diede la sua personale protezione al luogo.
Oggi la cittadina, adagiata lungo il vallone della fiumara e circoscritta da una corona di boscose colline, costituisce una gradevole oasi di cura e benessere, grazie all’offerta termale di primo livello, al parco acquatico e a una variata dotazione alberghiera.
Le acque delle Terme Luigiane pare fossero conosciute già da Plinio. La prima testimonianza risale al 1446, quando vennero citate in una lettera di San Francesco di Paola. Ma si dovette attendere l’Ottocento, e in particolare gli studi scientifici del medico napoletano Giovanni Pagano (che ne cambiò il nome in omaggio al principe Luigi Carlo di Borbone), perché venissero descritte le proprietà di queste acque ipertermali solfureo-salso-bromoiodiche con il più elevato grado solfidrometrico d’Italia, e il relativo utilizzo terapeutico.



