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Uguaglianza e democrazia: diritti che non esistono alla Regione Calabria

Il crescente distacco tra cittadini, politica e istituzioni, che si registra sempre più, non è ascrivibile solo al qualunquismo, disinteresse o protesta, più o meno consapevole, ma è il frutto del rigetto nei confronti di una classe politica inadeguata… e spesso faziosa.

In Calabria è anche indice di qualcosa di più grave: la radicale perdita di fiducia nell’uguaglianza e nella democrazia. Ebbene, si pensi che proprio nei palazzi della Cittadella Regionale si registra una spropositata crescita delle disuguaglianze nei diritti tra aziende del Trasporto Pubblico Locale.

Ebbene, nel grande palazzo di Germaneto, il gioco dello scaricabarile è diventato una costante degli amministratori che, abdicando al proprio ruolo di gestore della cosa pubblica in nome e per conto dei cittadini elettori, riversano l’uno sull’altro responsabilità, compiti e colpe.

Uno dei casi più eclatanti riguarda le aziende del trasporto pubblico locale calabrese, tutte cofinanziate dall’Ente regionale, ma sostenute difformemente. L’erogazione dei pagamenti di spettanze arretrate, infatti, sono state assegnate solo ad alcune fortunatissime società. Quale sarebbe il criterio adottato in Cittadella secondo il quale sono stati emanati provvedimenti in favore di alcune aziende di Tpl, trascurando le moltissime altre che, da anni, attendono invano?

Insomma, un fiume di denaro ha rimpinguato le casse di alcune aziende, ad esempio alla Lirosi Autoservizi sono stati liquidati circa 8 milioni di euro a fronte di un’anticipazione del Piano di Ristrutturazione del Debito, inoltre sono stati saldati i crediti attraverso atti di transazione con un ristretto gruppetto di persone (Ex aziende municipalizzate; Consorzio autolinee tpl s. r. l ; autolinee Federico s. p. a ; Società La Valle s. r. l. ; Società saj servizi automobilistici ionici s. r. l. ; società Bilotta Antonio s.r.l.; Autolinee Scura – IAS s.r.l.), rispetto all’enorme mole di crediti che tutte le aziende del trasporto pubblico locale vantano dalla Regione Calabria fin dal lontano 1997/1998.

Una discriminazione di trattamento che colpisce, guarda caso, proprio le più piccole società in un momento in cui è tanto difficile andare avanti. La Regione, l’assessore Emma Staine, il presidente della Giunta, hanno il dovere di dare al più presto una risposta seria ed attendibile alle aziende che attendono di essere pagate. Tra l’altro, i soldi ci sono per soddisfare le legittime attese e sarebbe abbastanza semplice farlo, anche perché nell’era della telematica il dirigente Giuseppe Pavone e la Responsabile del Procedimento Angela Fortunata Passaniti non dovrebbero fare niente di speciale, se non copiare e incollare i Decreti dirigenziali di cui hanno beneficiato le aziende che hanno avuto la fortuna di pagarsi.