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Gli espropri per il Ponte sullo Stretto: perché i ricorsi dei residenti possono bloccare l’opera

Mercoledì, la società Stretto di Messina, responsabile del progetto del Ponte sullo Stretto, ha annunciato l’inizio della fase degli espropri per la realizzazione dell’opera.

Questa fase permetterà a tutti gli interessati di esaminare la documentazione relativa al piano espropri e formulare eventuali osservazioni. La società aprirà sportelli informativi a Messina e Villa San Giovanni per fornire il supporto necessario per l’analisi della documentazione.

Il vicepremier e ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, ha discusso il tema durante il question time alla Camera. Ha spiegato che è stato avviato il procedimento relativo agli espropri nella zona del Ponte sullo Stretto. La società Stretto di Messina ha aperto sportelli informativi a Messina e Villa San Giovanni e a partire dall’8 aprile fornirà assistenza a tutti i cittadini. L’apertura dei lavori è prevista per il 16 aprile alle 11.

Per avviare il cantiere sono necessarie opere come la bonifica dei territori, le indagini archeologiche e la predisposizione della base cantieristica. Questi lavori devono essere preceduti dall’esproprio delle case. Le famiglie che dovranno lasciare le proprie abitazioni sono circa 450, 300 in Sicilia e 150 in Calabria, per un totale di 3,7 milioni di metri quadrati da liberare. Nonostante siano previsti indennizzi e assistenza per i proprietari, dopo la pubblicazione della lista completa delle case da demolire e delle aree da sgomberare per dare il via al cantiere, sono subito iniziate le proteste.

L’esproprio è un istituto previsto dalla legge, normalmente utilizzato per realizzare infrastrutture di interesse pubblico. Tuttavia, gli espropri veri e propri per il Ponte sullo Stretto non sono ancora partiti. Mancano alcuni passaggi obbligati, senza i quali gli espropri previsti rimarranno sulla carta. Per 60 giorni, a partire dal prossimo 8 aprile, i soggetti i cui beni sono interessati dalle procedure espropriative per l’infrastruttura, potranno rivolgersi per l’assistenza con personale tecnico, dopo aver preso un appuntamento telefonico, e fare le proprie osservazioni.

Prima di passare agli espropri è necessaria l’approvazione del progetto definitivo. Prima serve l’apertura della Conferenza dei Servizi, convocata per il 16 aprile. Parallelamente occorre anche la Valutazione d’Impatto Ambientale. Infine, il Cipess, il Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile, dovrà approvare il progetto, che solo a quel punto potrà essere dichiarato di pubblica utilità.

La procedura degli espropri aumenta il rischio di ricorsi. “Hanno velocizzato le procedure, stanno cercando di correre probabilmente perché sperano di poter fare un inizio formale dei lavori a ridosso delle europee. Ma in ogni caso l’inizio dei lavori è molto lontano: devono prima approvare il progetto esecutivo, e verificare l’effettiva esistenza dei fondi. Passeranno altri due o tre anni”, ha spiegato il professor Domenico Marino, docente di Politica economica ed Economia dell’innovazione all’Università Mediterranea di Reggio Calabria.

I cittadini che risiedono nelle aree interessate dagli espropri, che necessitano di assistenza, dovranno prenotare un appuntamento ai numeri: 06.85826210 – 06.85826230 – 06.85826270, ai seguenti “Sportelli informativi”: Messina presso il Palacultura Sala Rappazzo (piano terra) sito in Viale Boccetta 373, lunedì dalle 15.00 alle 17.00; martedì e mercoledì dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 17.00 ad esclusione dei giorni festivi. Villa San Giovanni presso la ex sede della Pretura sita in via Nazionale Bolano 541, giovedì dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 17.00, venerdì dalle 9.00 alle 13.00, ad esclusione dei giorni festivi.(fonte fanpage)