Tornano a salire i prezzi dei carburanti, che hanno superato i livelli di sei mesi fa. Ad incidere, ormai da un paio di mesi, i timori di un’interruzione dell’offerta dovuta alle tensioni nel Canale di Suez e nel Mar Rosso e il conflitto nella striscia di Gaza. Le tensioni in Medio Oriente hanno fatto salire del 4% i prezzi del greggio solo nella scorsa settimana. Un altro fattore che ha inciso sui rialzi è il crollo delle scorte di petrolio negli Stati Uniti.
L’Osserva prezzi del Mimit ha aggiornato la media dei prezzi praticati presso gli impianti di distribuzione operanti lungo lo stivale e al di là dei casi limite sulle autostrade, la corsa dei carburanti rischia di avere effetti pesanti sulle tasche di alcuni italiani più che di altri.
Il prezzo medio praticato della benzina in modalità self è 1,91 euro/litro, con picchi di 1,93 per alcune compagnie (no logo 1,9). Il prezzo medio praticato del diesel self è 1,81 euro/litro. Sul servito per la benzina il prezzo medio praticato è 2,048 euro/litro. La media del diesel servito è 1,951 euro/litro. I prezzi medi praticati del Gpl sono tra 0,723 e 0,741 euro/litro. Infine, i prezzi medi del metano auto vanno da 1,308 a 1,414 euro/kg.
“Una pessima notizia. Il superamento della soglia di 1,9 euro per la benzina in modalità self è una stangata di Primavera della quale avremmo volentieri fatto a meno, un rialzo allarmante visto che rischia di riaccendere ulteriormente l’inflazione che già a marzo è schizzata all’1,3%, dallo 0,8% di febbraio” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori in merito ai nuovi rialzi dei prezzi dei carburanti. “Lo sfondamento viene confermato dai dati medi regionali del Mimit pubblicati oggi secondo i quali solo in tre regioni, Marche, Veneto e Lazio, il prezzo della benzina self non ha ancora sfondato quota 1,9 euro al litro, mentre la Campania resta esattamente sulla soglia”. Per la benzina in modalità self, rispetto alle regioni, Bolzano è la provincia più cara. Medaglia d’argento è la Basilicata, seguita dalla Calabria.
“Il rally dei carburanti, con i prezzi alla pompa che continuano a salire senza sosta, porta oggi un pieno di benzina a costare oltre 7 euro in più da inizio anno” afferma il Codacons, che calcola le ripercussioni dei rincari sulle tasche degli automobilisti italiani. “Rispetto ai listini praticati nell’ultima settimana di dicembre 2023 oggi un litro di benzina in modalità self costa in media l’8,3% in più, mentre il gasolio è rincarato di circa il 5%”. Questo significa che per un pieno di verde la spesa sale di 7,3 euro, che equivalgono a 176 euro annui ad automobilista ipotizzando due pieni al mese. Rincari che si presentano in occasione delle partenze degli italiani per i prossimi ponti, e che peseranno su chi deciderà di spostarsi in auto in occasione delle festività del 25 aprile e 1 maggio, sottolinea l’associazione.



