Mer 24 Lug 2024
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Casali del Manco, dalla maggioranza critiche per la Tari. De Donato: “aumentate le tariffe”

Dalla maggioranza, emerge la critica più “forte”. È quella di Fernando De Donato, che fa parte della compagine amministrativa che ha vinto le elezioni di Casali del Manco ma che, da tempo, si definisce “componente di maggioranza critica verso la politica che si sta portando avanti”.

Il “casus belli” è l’ultimo consiglio comunale nel quale si è proceduto ad approvare le nuove tariffe della tassa sui rifiuti per l’anno 2024.

“Emerge il dato agghiacciante dell’aumento della tariffa sui rifiuti per il 2024, nella misura percentuale del 5-7%, a secondo delle diverse casistiche (utenza domestica e non domestica)”, afferma De Donato. Pertanto si è astenuto adducendo motivazioni precise. “Sono stati deliberati aumenti tariffari nonostante il nuovo affidamento (a base d’asta sensibilmente ridotto) avrebbe dovuto abbattere le tariffe”. E poi:

“Lascia perplessi l’incapacità di invertire il trend intervenendo sulla spesa corrente che, al contrario, aumenta sempre di più”.

 

Tanto per fare un esempio, “prendendo ad esame la tariffa domestica, un nucleo familiare di 4 persone che abita in una immobile di 120 mq andrà a pagare nel 2024 una bolletta tari di euro 310,74 ( a questi poi si aggiunge anche il tributo provinciale fissato nella misura del 5%). Un aumento matematicamente accertato rispetto a quanto si pagava nel 2023 – 2022 e che scaturisce dall’approvazione delle nuove tariffe ( quota fissa+quota variabile per come contenute nell’allegato C della delibera). Si aumenta il costo del servizio con impegni di spesa alquanto discutibili in punto di motivazione e si lancia un messaggio politico devastante (invito a leggere attentamente il nuovo servizio concesso alla ditta Calabra Maceri con la determina n.87 del 25.01.2024)”.

Non solo, per De Donato, “Il servizio non viene migliorato. Penso alla raccolta porta a porta che dovrebbe attuarsi sull’altopiano silano, alla meccanizzazione della raccolta, ai servizi e alle politiche di contrasto all’abbandono dei rifiuti.

Infine, per tentare di nascondere gli aumenti tariffari, si annuncia (non si delibera) di utilizzare ben 75.000 euro di bilancio, tuttavia non è dato sapere in che modo verranno spesi e chi ne usufruirà.Non si interviene sui costi del servizio, non si interviene sulla quota variabile, al contrario si effettuano prelievi dalla fiscalità generale per tentare (non sappiamo ancora come) di sterilizzare gli aumenti”.

Cosa succederà, poi, per il consigliere comunale quando la gestione del ciclo dei rifiuti “transiterà ad Arrical, l’autorità individuata dalla Regione Calabria quale ente di governo dell’ambito territoriale ottimale per l’esercizio associato delle funzioni”.

Questo comportamento, “in palese contrasto con quanto avevamo prospettato in campagna elettorale, assume le sembianze di chi si trova intrappolato in un ciclo vizioso di comportamenti autodistruttivi: un cane che si morde la coda”.