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Corigliano, il miracolo dell’Acqua di San Francesco diventa un dipinto

All’interno del santuario di San Francesco di Paola, nel centro storico di Corigliano, è stato recentemente realizzato un significativo affresco.

Questo nuovo dipinto, situato nella volta che unisce il chiostro alla sacrestia, richiama il “Miracolo del Santo Patrono” durante la sua permanenza a Corigliano. La scelta della raffigurazione è un omaggio al Santo paolano, vera icona del popolo coriglianese.

L’immagine del murales è frutto di una storia affascinante e di grande valore metaforico. Nel libro “S. Francesco e il Miracolo dell’Acqua a Corigliano Calabro”, l’attuale Padre Superiore della comunità Minima a Corigliano, Giovanni Cozzolino, narra la storia di questo prodigio attraverso fonti storiche ritrovate.

Secondo la tradizione, al “Bosco dell’Acqua” nella zona pre-montana coriglianese, San Francesco fece sgorgare l’acqua con la punta del suo bastone, tracciando poi un solco per condurla al santuario. Essendo l’acqua insufficiente per l’abitato, San Francesco trovò una sorgente e “invitò” l’acqua a seguirlo fino al convento.

Nacque così un rudimentale acquedotto, seguito da altre condotte che portarono l’acqua in altre zone popolate del paese. Per superare l’avvallamento di via Nova, oggi via Roma, fu costruito il “Ponte Canale”, un viadotto che ricorda gli antichi acquedotti romani.

San Francesco fu aiutato da circa trecento coriglianesi di ogni ceto per la realizzazione dell’opera. Padre G. Cozzolino, con il progetto di riportare agli antichi splendori la zona del “Bosco dell’Acqua” attraverso lavori di bonifica e riqualificazione, ha voluto rendere omaggio al Santo con questo affresco. L’acqua, secondo le analisi, risultava potabile e simile a quella del Palistro, del monte Paleparto nella Sila Greca.

Oltre al libro e in attesa del restyling del “Bosco dell’Acqua”, dal 22 agosto scorso il “Miracolo dell’Acqua a Corigliano” di San Francesco è anche uno straordinario dipinto. L’idea, nata dalla mente vulcanica di Padre G. Cozzolino, mira a rendere la chiesa un luogo di maggior interesse per la collettività, con l’intenzione di creare un punto di ritrovo e aggregazione intergenerazionale.

L’opera, iniziata il 12 agosto e ultimata il 22 agosto, è stata realizzata dal giovane artista Antonio Paldino, ventiduenne coriglianese con una profonda passione per l’arte. Paldino, tre anni fa, si è iscritto all’Accademia di Belle Arti di Bologna, dove ha conseguito la laurea in Pittura nel luglio di quest’anno.