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Al via ad Oriolo il Festival nazionale dei Borghi più belli d’Italia

Una Oriolo vitale e in festa, avvolta dai colori tenui e rassicuranti del tramonto settembrino, è stata la cornice dell’apertura del 16mo Festival Nazionale dei Borghi più Belli d’Italia, che continua a svolgersi anche oggi e domani in un’ altra città federiciana dell’Alto Jonio: Rocca Imperiale.

Oltre 2mila i partecipanti all’evento che ha animato il centro storico della cittadina sita all’estremo lembo settentrionale della provincia di Cosenza, ritrovatisi in una piacevole giornata all’insegna della riscoperta del patrimonio storico e paesaggistico locale e delle tradizioni identitarie del territorio, racchiuse in un percorso itinerante all’insegna dell’enogastronomia locale, momento tra i più apprezzati e partecipati della giornata.

Serata, quella di ieri, che ha fatto seguito alla cerimonia di apertura alla presenza di una folta delegazione istituzionale ed alla presentazione dello speciale annullo filatelico dedicato al borgo oriolese.

L’inaugurazione, tenutasi tra le mura della suggestiva fortezza che domina dall’alto la Valle del Ferro, ha visto la partecipazione di autorità locali e internazionali, tra cui il Sindaco di Oriolo, Simona Colotta, il Sindaco di Rocca Imperiale Giuseppe Ranù, il Coordinatore regionale dell’Associazione “I Borghi più Belli d’Italia in Calabria” Andrea Ponzo, il Presidente Nazionale dell’Associazione Fiorello Primi, il Presidente della BCC Mediocrati Nicola Paldino, il Segretario di Stato della Repubblica di San Marino Federico Pedini Amati, il Consigliere Regionale Pasqualina Straface e l’Assessore alle Attività Produttive della Regione Calabria Rosario Varì.

E così i vicoli del rione Terra, abitato durante l’inverno da poche decine di persone, ma riqualificato negli ultimi anni, che hanno visto un crescente impegno delle istituzioni locali per la valorizzazione dell’affascinante borgo storico, si sono ripopolati nelle loro corti storiche puntellate di stand di produttori di eccellenze locali e corner di degustazione.

Con il menù tipico Oriolese a fare da fil rouge, da monte a valle, dal Castello alla chiesa madre di San Giorgio Martire a Palazzo Giannettasio, di una serie di esperienze di giovani e coraggiosi imprenditori locali. Testimonianze di resistenza in un’area dal grande potenziale che soltanto negli ultimi anni, dopo un lungo periodo di abbandono in cui l’unica prospettiva sembrava quella dello spopolamento.

E’ il caso di Marco Caruso, che nei terreni di famiglia sulle colline di Nocara, dopo un lungo periodo in cui ha lavorato in giro per l’Italia, ha scelto di rientrare in questa zona silenziosa in cui le spighe di grano si fondono con il verde intenso e caldo in una simbiosi senza soluzione di continuità, dedicandosi alla coltivazione del melograno, da cui è nato il liquore grillo, così come della lavanda e dei pistacchi.

O del giovanissimo Carmelo Pace, che a pochi passi da Canna, borgo della musica, ha scelto di valorizzare, in chiave innovativa, le radici contadine della sua famiglia, dando vita ad una produzione ricca e capace di esprimere a 360 gradi la cultura agricola locale, dai taralli al finocchietto alle passate di pomodoro, protagoniste, insieme ai prodotti della terra, della proposta culinaria della cascina.

O, ancora, di Nicola Trupo, che a Farneta, borgo arbereshe di trenta abitanti abbarbicato sulle alture che separano l’alto Jonio dalla Lucania continua a tenere in vita un salumificio in cui lavora il suino nero di Calabria. Luigi Adinolfi, che con l’amaro Ulivar, che ha recuperato un’antica ricetta dei nonni, racchiude – così come nelle confetture alla mela Agostina, tipicamente oriolese – in un elisir ormai noto da anni a livello internazionale le atmosfere calabro-lucane dei suoi orti.

E, ancora, Francesco Basile, figlio del compianto sindaco Giuseppe, che gestisce l’unico B&B sito tra i pittoreschi vicoli del Rione Terra accogliendo turisti che scelgono di vivere itinerari (ancora) fuori dai circuiti più gettonati ed inflazionati.

Durante la consiliatura guidata dal noto esponente politico prese forma il progetto, la cui primogenitura è del musicista locale Rocco Abate, di un teatro all’aperto ai piedi del centro storico. Struttura, questa, che una volta realizzata ha dato un contributo importante alla nascita ed allo sviluppo del turismo culturale nella zona.

Proprio alla “Portella” si è tenuto, in chiusura di serata, il concerto de “Il Parco delle Nuvole Pesanti”.

Il tutto a suggellare un insieme di eccellenze racchiuso anche – sotto il profilo gastronomico – nella orienteering dinner curata dall’Agriturismo Cervinace e dalla Tavernetta, due storici indirizzi della ristorazione locale, insieme all’Happy Days di Valentina Franchino, nuova rappresentante dei commercianti Orioles, con la partecipazione speciale del Sai di Oriolo e Roseto Capo Spulico: dall’antipasto del borgo Oriolese con capicollo e soppressata, con prosciutto crudo e salsiccia di suino nero di Calabria, frittelle e formaggio ovicaprino, ai rascatill, con pomodoro, basilico e cacioricotta, alle “muugnan Chin”, alla ‘“nzauat culla righn”, insalata di patate della Sila Igp con origano e cipolla rossa di Tropea, ai cantucci con le mandorle locali accompagnate dal vino locale.

Un evento, quello di ieri, che ha aperto le porte sul festival che proseguirà anche oggi e domani in un’altra spettacolare location, quella di Rocca Imperiale, altro borgo federiciano che da tempo punta sul turismo autentico, probabilmente l’unico antidoto al declino delle aree interne del Sud. E, probabilmente, l’unico possibile trampolino di lancio per un radicale cambio di rotta che, finalmente, sembra manifestarsi e non più soltanto intravedersi.