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Appello al Commissario Occhiuto per le strutture psichiatriche: “Così si torna ai manicomi”

Immacolata Cassalia, Presidente dell’Associazione “Insieme Per la Disabilità” e Gaetano Nucera, Presidente della Cooperativa “Libero Nocera”, gestore di residenze psichiatriche, esprimono serie preoccupazioni relative alle residenze psichiatriche della Regione Calabria.

Essi evidenziano l’impossibilità di raggiungere gli obiettivi socio-riabilitativi e di integrazione sociale degli utenti, tenuto conto dell’attuale organico previsto dal DCA 81 del 2016.

Nonostante i principi della riabilitazione psicosociale e di integrazione siano chiaramente espressi nel DCA, l’attuale organizzazione tradisce tali principi, impattando negativamente sulla qualità del servizio. La riduzione drastica degli Educatori Professionali da 6 a 2, insieme a un numero insufficiente di ore per lo Psicologo, l’Assistente Sociale e l’Istruttore, impediscono l’implementazione di percorsi terapeutici e riabilitativi strutturati e personalizzati. Senza un team adeguato, i programmi di integrazione sociale rimangono solo formali e non applicabili nella realtà quotidiana delle strutture.

Inoltre, l’attuale programma organizzativo prevede 5 OSS, un numero insufficiente per garantire la copertura del servizio 24 ore su 24, soprattutto considerando assenze per ferie, malattie o permessi durante l’anno. In queste condizioni diventa estremamente difficile mantenere un’assistenza continua e qualificata, mettendo a rischio il benessere e la sicurezza degli utenti. Un aumento degli OSS da 5 a 6 è il minimo necessario per gestire i turni e garantire una presenza costante senza interruzioni.

Questa organizzazione rischia di trasformare le residenze psichiatriche in luoghi di mera assistenza piuttosto che spazi di inclusione e recupero, riemergendo pericolosamente le vecchie logiche manicomiali. Un altro elemento critico è la previsione di sole 4 ore settimanali per la figura del Direttore Sanitario in assenza della figura del Coordinatore di struttura.

Sebbene il Direttore Sanitario sia essenziale per il buon funzionamento della struttura, è evidente che un impegno così ridotto non può garantire il monitoraggio e la supervisione costanti necessari per un programma complesso di cura e riabilitazione.

È quindi vitale prevedere la figura di un Coordinatore a tempo pieno, che non solo deve occuparsi dell’organizzazione quotidiana delle attività, ma deve anche essere il punto di riferimento costante per l’attuazione del programma, garantendo il coordinamento tra tutte le figure professionali coinvolte.

Nonostante numerose richieste di incontro formale inviate tramite PEC per affrontare queste problematiche, non è stata ricevuta risposta. Questa mancanza di dialogo preoccupa, poiché un confronto costruttivo è indispensabile per trovare soluzioni adeguate e condivise.

Le richieste specifiche includono:

  • Aumentare il numero di Educatori Professionali da 2 a 4, per garantire una copertura adeguata e interventi riabilitativi efficaci.

  • Aumentare il numero di OSS da 5 a 6, per consentire la presenza nelle 24 ore e migliorare la qualità dell’assistenza.

  • Estendere le ore settimanali dello Psicologo da 8 a 20 (1 ora per ogni utente), per assicurare un sostegno psicologico adeguato.

  • Incrementare le ore settimanali dell’Assistente Sociale da 8 a 12, per promuovere l’integrazione sociale dei pazienti.

  • Portare l’Istruttore a tempo pieno rispetto alle attuali 8 ore settimanali, per garantire le attività laboratoriali e terapeutiche.

  • Inserire la figura del Coordinatore a tempo pieno, essenziale per assicurare la continuità e il coordinamento del programma riabilitativo, data la limitata presenza del Direttore Sanitario.

Il Dott. Gaetano Nucera, Presidente della Cooperativa sociale “Libero Nocera”, e Immacolata Cassalia, Presidente dell’Associazione Famiglie “Insieme Per la Disabilità”, chiedono un intervento urgente del Commissario Occhiuto per rivedere l’organizzazione delle strutture psichiatriche e invitano a un confronto immediato per garantire che l’assistenza sia realmente orientata alla riabilitazione e all’integrazione sociale, come previsto dalla legge 180/1978.