I medici veterinari specialisti convenzionati dell’ASP di Crotone scenderanno in piazza il 5 novembre per protestare contro l’immobilismo istituzionale che li costringe a lavorare part-time da oltre 16 anni.
La manifestazione, organizzata dalla FESPA, si terrà a Catanzaro e mira a sensibilizzare l’opinione pubblica sull’urgenza di un intervento che tuteli sia la salute pubblica che i diritti dei professionisti.
Perché lo sciopero?
- Emergenze sanitarie ignorate: Il territorio crotonese è costantemente esposto a rischi come la Bluetongue, la febbre West Nile e la peste suina africana, che richiedono un monitoraggio continuo e tempestivo.
- Orario lavorativo incompleto: Nonostante l’Accordo Collettivo Nazionale preveda un orario completo, i veterinari crotonesi sono costretti a lavorare solo 26 ore settimanali, compromettendo l’efficacia dei servizi.
- Scelte amministrative miopi: L’ASP di Crotone, invece di valorizzare il personale già in servizio, preferisce assumere nuovi professionisti con contratti a tempo determinato, generando un inutile spreco di risorse pubbliche.
Le conseguenze
- Rallentamento delle attività: La frammentazione del lavoro e l’impiego di personale esterno meno esperto del territorio rallentano le procedure e peggiorano la qualità dei servizi.
- Rischio per la salute pubblica: La mancata valorizzazione dei veterinari già formati espone la popolazione a potenziali rischi per la salute, legati a malattie zoonotiche.
- Danno economico: L’assunzione di personale esterno con contratti a tempo determinato comporta costi maggiori rispetto a quelli sostenuti per il completamento dell’orario dei veterinari già in servizio.
La richiesta dei veterinari
La FESPA chiede alle istituzioni di intervenire immediatamente per:
- Completare l’orario lavorativo dei veterinari già in servizio, valorizzandone le competenze e l’esperienza.
- Garantire un sistema sanitario veterinario efficace e pronto a rispondere alle sfide poste dalle emergenze sanitarie.
La protesta dei veterinari di Crotone è una battaglia per la tutela della salute pubblica e per il riconoscimento dei diritti dei lavoratori.



