“Come se non bastasse il mancato rinnovo dei contratti, amaro regalo di fine anno per decine di lavoratori precari tra Infermieri e Oss, l’ASP di Vibo Valentia in questi giorni si sta dedicando con grande zelo e con pessimi risultati alla pratica della mobilità selvaggia.
Per fare chiarezza su ciò che sta accadendo bisogna spiegare l’antefatto. È bene ricordare che gli Infermieri e gli Oss “precari” dell’Asp di Vibo Valentia si trovano in questa condizione di precariato da più di tre anni, essendo stati reclutati dall’azienda durante la pandemia.
Pertanto il termine “precario” assume un significato quasi ironico alla luce del fatto che questi lavoratori si sono guadagnati sul campo un ruolo rilevante all’interno delle unità operative e dei servizi dell’ASP, avendo tamponato carenze ataviche di organico e avendo contribuito con la loro professionalità ed esperienza a garantire l’erogazione dei servizi sanitari essenziali alla popolazione della provincia di Vibo Valentia”.
Lo scrive Nursing Up, sindacato maggiormente rappresentativo a livello nazionale e primo sindacato nell’Asp di Vibo Valentia.
“Gli stessi lavoratori precari, da circa due anni oramai, erano in attesa della procedura di stabilizzazione in quanto in possesso dei requisiti di legge che consistono in 18 mesi di anzianità di servizio di cui 6 espletati nel periodo della pandemia Covid-19. I nostri ex “eroi”, ad oggi, hanno superato ampiamente il requisito dei 18 mesi, avendone raggiunti più di 36.
Ed ecco che la nostra ASP, è riuscita ancora una volta a distinguersi in peggio anche dalle altre aziende sanitarie della regione Calabria. Infatti è rimasta l’unica a non aver completato le procedure di stabilizzazione di tutti i precari covid.
La motivazione della mancata stabilizzazione è un fantomatico e surreale esubero di personale Infermieristico ed OSS di addirittura 80 unità. L’esubero è stato decretato dal Dipartimento Salute della Regione Calabria in seguito ai dati (errati) trasmessi dall’ASP di Vibo Valentia.
Ovviamente si tratta di un madornale errore, in quanto anche un passante che si trovasse ad attraversare i corridoi degli Ospedali della nostra provincia si accorgerebbe dell’assurdità di tale affermazione, in quanto i reparti risultano costantemente in grande sofferenza per la cronica carenza di infermieri e sss.
Ebbene, oltre al danno la beffa. Non solo i precari non sono stati stabilizzati, ma, udite udite, sono stati mandati a casa avendo superato il limite massimo consentito dalla legge per i contratti a tempo determinato, cioè 36 mesi”.



