Il WWF Italia ha espresso forte preoccupazione per la recente sentenza del Tribunale di Roma che ha condannato 104 cittadini di Messina a pagare oltre 238.000 euro di spese legali alla Stretto di Messina S.p.A. in seguito alla bocciatura di una class action contro il progetto del Ponte sullo Stretto.
L’associazione ambientalista ha definito la sentenza “una pagina nera per il diritto italiano”, sottolineando come siano stati colpiti semplici cittadini che hanno esercitato il loro diritto di accesso alla giustizia. “Nonostante le sentenze vadano sempre rispettate, questa condanna ci appare priva di alcuna giustificazione e pericolosa”, ha dichiarato il WWF in una nota.
Un precedente allarmante
La decisione del tribunale, secondo il WWF, incide negativamente sul diritto dei cittadini di partecipare attivamente alla vita pubblica e di difendere l’ambiente. “Mentre nel resto del mondo si incoraggia la partecipazione attiva dei cittadini, in Italia si rischia di reprimere questo diritto con condanne economiche esorbitanti”, ha denunciato l’associazione.
Il WWF ha inoltre sottolineato come questa sentenza si inserisca in un contesto più ampio di limitazione dei diritti civili, citando l’inasprimento delle pene per chi protesta in difesa dell’ambiente e il Ddl Sicurezza. “Si sta assistendo a un tentativo sistematico di restringere gli spazi di partecipazione democratica e di limitare l’accesso alla giustizia”, ha affermato l’associazione.
“La tutela dell’ambiente è un bene comune e tutti i cittadini hanno il diritto di contribuire a preservarlo”, ha concluso il WWF. “Questa sentenza rischia di scoraggiare l’impegno dei cittadini e di indebolire la difesa dell’ambiente in Italia”.



