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Verità sul sequestro di Sofia: clinica sotto accusa, ma procedure seguite

Valeria Chiappetta, madre della piccola Sofia, ha condiviso in un’intervista a La Verità i terribili momenti vissuti durante il sequestro della figlia. Due persone, Rosa Vespa e Moses Chiediebere Omogo, sono attualmente indagate per il rapimento, anche se dalle prime indagini sembra che l’uomo non sia coinvolto direttamente. La donna ha descritto nel dettaglio gli eventi di quel giorno e ha mosso accuse nei confronti della clinica, sostenendo che non avrebbe garantito adeguati controlli.

La situazione nella clinica

È importante sottolineare che la nonna della piccola Sofia era presente per accudire sia la puerpera che la neonata. Inoltre, la donna accusata del rapimento, che non indossava il camice, era entrata nella clinica durante l’orario di visite dei parenti. La clinica ha sempre seguito le procedure standard di sicurezza e controllo, e la presenza della nonna dimostra l’attenzione dedicata alla protezione di Valeria e della neonata.

Le indagini e il ritrovamento

La neonata è stata rintracciata dalla polizia grazie alle immagini di videosorveglianza della struttura, che hanno permesso di identificare rapidamente la persona responsabile del rapimento. Questo dimostra l’efficacia dei sistemi di sicurezza della clinica e la collaborazione con le forze dell’ordine per garantire la sicurezza dei pazienti.

Valeria Chiappetta diffida la clinica 

Intanto, Valeria Chiappetta ha inviato una diffida alla clinica e si riserva di intraprendere azioni legali per determinare eventuali responsabilità, sia civili che penali.