Il procuratore di Napoli, Nicola Gratteri, ha espresso forte preoccupazione riguardo alla proposta di riforma che prevede la separazione delle carriere tra magistrati giudicanti e magistrati inquirenti (pubblici ministeri).
In un’intervista al Corriere della Sera, Gratteri ha dichiarato che tale riforma potrebbe portare a un sistema in cui i pubblici ministeri sarebbero incentivati a ottenere condanne a tutti i costi, mettendo a rischio i diritti dei cittadini.
D’altra parte, l’avvocato Gian Domenico Caiazza (presidente dell’Unione delle Camere Penali Italiane per due giunte dal 2018-2023) ha sottolineato alcune discrepanze in merito alla posizione di Gratteri. Sulla sua pagina social, Caiazza ha scritto: “Il Procuratore Nicola Gratteri dice al Corsera di essere contrario alla separazione delle carriere perché con questa riforma ‘il pericolo dietro l’angolo è un PM che non lavora più per cercare la verità, ma una condanna a tutti i costi’. Mi ha preso un senso di straniamento, essendomi venute alla mente tutte quelle indagini calabresi dai nomi più fantasiosi, con persone arrestate a pacchi di centinaia, concluse dopo molti anni con impressionanti percentuali di assoluzioni, e mi sono convinto che si tratta senza alcun dubbio di un omonimo.”
Il dibattito sulla riforma della separazione delle carriere tra magistrati continua a suscitare opinioni contrastanti e riflessioni profonde, mettendo in luce le diverse prospettive di chi opera nel campo della giustizia.



