HomeCronacaFermato a Cosenza tunisino accusato di...

Fermato a Cosenza tunisino accusato di terrorismo internazionale e proselitismo jihadista – VIDEO

La Digos di Catanzaro ha eseguito un fermo di indiziato di delitto nei confronti di Halmi Ben Mahmoud Mselmi, un cittadino tunisino di 27 anni residente a Cosenza, con l’accusa di aver aderito all’organizzazione terroristica Isis e di professare ideologie Salafita-Takfira finalizzate al jihad contro “infedeli” e “apostati”.

L’operazione, coordinata dalla Procura di Catanzaro, ha portato alla luce una serie di presunti reati connessi al terrorismo internazionale.

Secondo gli inquirenti, Mselmi avrebbe messo in atto comportamenti tipici degli appartenenti all’organizzazione terroristica islamica. Le indagini si sono concentrate sul suo presunto indottrinamento di aspiranti jihadisti attraverso discorsi che inculcavano l’ideologia del terrore, esaltando la centralità della religione islamica e presentando azioni violente, inclusi gli attentati suicidi, come atti doverosi per ottenere il favore divino e l’accesso al paradiso. L’uomo è inoltre accusato di aver esortato terze persone a “combattere a morte i miscredenti” e a “punire i ‘morted'”.

Le indagini hanno rivelato anche un’attività di auto-addestramento da parte del tunisino. Si presume che il 4 settembre scorso abbia scaricato da internet un manuale in lingua araba intitolato “Come uccidere”. Inoltre, sarebbero stati rinvenuti video e foto cruente relativi a diversi attentati terroristici, tra cui l’attacco al teatro Crocus City Hall di Mosca, all’ambasciata israeliana a Belgrado, alla moschea sciita di Mascat, a un checkpoint di soldati israeliani e all’assalto di Hamas del 7 ottobre 2023 in Israele.

Le attività di Mselmi si sarebbero estese anche ai social media, in particolare Facebook, dove avrebbe diffuso post inneggianti al Jihad, presentandolo come l’unico modo per ottenere i favori di Allah ed esaltando figure musulmane votate al martirio.

Il fermo è stato eseguito dagli agenti della Digos di Catanzaro, i quali hanno ritenuto sussistente un elevato pericolo di fuga. Mselmi, già ricercato in Tunisia, era ritenuto pronto, secondo le indagini, a compiere un atto terroristico in Italia nel prossimo futuro. L’operazione evidenzia la costante attenzione delle forze dell’ordine italiane nella prevenzione e contrasto del terrorismo internazionale.