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Conclave 2025: un Anno Santo all’insegna dell’incertezza per l’elezione del nuovo Pontefice

Il 2025 si preannuncia come un anno cruciale per la Chiesa Cattolica. Non solo sarà un “Anno Santo” con il Giubileo in pieno svolgimento, ma vedrà anche un Conclave con un numero record di cardinali elettori: ben 138.

Questa cifra inedita innalza significativamente il quorum necessario per l’elezione del nuovo Papa, fissandolo a oltre 90 voti, il che lascia presagire la necessità di un’ampia convergenza tra i porporati.

In questo scenario di incertezza, diversi profili emergono come potenziali successori di Pietro, ognuno portatore di una visione e di un percorso distinti.

Se la scelta dovesse ricadere su una figura interna alla Curia Romana, il nome più autorevole è indubbiamente quello del Segretario di Stato, il cardinale Pietro Parolin. La sua abilità nel mediare tra le diverse correnti in questi anni, mantenendo un profilo equilibrato e moderato, lo ha reso un candidato “centrista” agli occhi della stampa, un’etichetta che in passato portò fortuna a Giovanni Battista Montini, poi Papa Paolo VI.

Tuttavia, il Conclave potrebbe riservare delle sorprese. Un nome che sta guadagnando attenzione è quello del Patriarca di Gerusalemme, Pierbattista Pizzaballa. Nominato cardinale nel recente concistoro, questo francescano di soli 59 anni potrebbe rappresentare una scelta di stabilità a lungo termine, come accadde con Giovanni Paolo II (anche se per alcuni l’età potrebbe essere un elemento ostativo). La sua profonda opera di promozione della pace e di mediazione nel complesso scenario del Medio Oriente, crocevia di diverse fedi, lo rende una figura di grande rilievo.

Qualora si decidesse di dare maggiore rappresentanza ai continenti extra-europei, il cardinale filippino Luis Antonio Tagle si presenta come un candidato di spicco. Ex arcivescovo di Manila e già prefetto per la Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, Tagle è considerato il teologo più autorevole del continente asiatico. Creato cardinale da Benedetto XVI, potrebbe raccogliere consensi anche tra i cardinali più conservatori.

Infine, se l’orientamento prevalente fosse quello di arginare le spinte progressiste e di rimanere in linea con le aperture di Papa Francesco senza ulteriori passi avanti, il nome del cardinale africano Fridolin Ambongo Besungu, arcivescovo di Kinshasa, risulterebbe particolarmente interessante. Voluto da Bergoglio nel Consiglio dei cardinali, organismo consultivo chiave, Ambongo Besungu si è espresso criticamente sulla benedizione delle coppie omosessuali, sottolineando l’importanza di politiche a sostegno della natalità e della famiglia tradizionale.

Nonostante i profili che emergono, la storia insegna che il Conclave è spesso imprevedibile. Come recita un adagio ben noto, “chi entra papa in conclave esce cardinale”. Il numero elevato di elettori e la necessità di un’ampia maggioranza rendono l’esito del prossimo Conclave più incerto che mai, in un Anno Santo che si preannuncia denso di significato per la Chiesa Cattolica.