L’inchiesta del sostituto procuratore della Repubblica di Catanzaro, Saverio Sapia, ha portato alla conclusione le indagini su un presunto sistema illecito di gestione delle assegnazioni di alloggi e magazzini di proprietà dell’Azienda territoriale per l’edilizia popolare (Aterp) di Catanzaro.
L’operazione, scattata lo scorso dicembre con 8 misure cautelari, ha ora visto iscrivere nel registro degli indagati 24 persone, tra cui dirigenti e dipendenti Aterp, un consigliere comunale, e agenti della Polizia municipale.
Le accuse contestate a vario titolo sono gravi: associazione finalizzata alla commissione di falsi materiali e ideologici in atti pubblici, corruzione, concussione, omissione di atti d’ufficio, induzione indebita a dare o promettere utilità, tentato peculato, tentata truffa aggravata, invasione di terreni o edifici e violazioni della normativa in materia elettorale.
Secondo le indagini, sarebbe stato creato un vero e proprio sistema parallelo per l’assegnazione diretta degli immobili Aterp, bypassando le norme e i regolamenti vigenti. In cambio dell’alloggio, gli assegnatari, spesso occupanti senza alcun titolo, avrebbero versato somme di denaro o altre utilità ai membri dell’organizzazione.
L’inchiesta delinea ruoli specifici all’interno della presunta associazione. Celi e Costanzo avrebbero avuto un ruolo apicale. Il primo, coordinando le attività e individuando gli alloggi disponibili, suggeriva modalità apparentemente legali per la creazione di documentazione falsa propedeutica alla “regolarizzazione” delle occupazioni abusive. Il secondo, pur non avendo incarichi in Aterp, avrebbe svolto la funzione di raccordo tra i cittadini interessati ad ottenere o mantenere un alloggio illegalmente e i dipendenti dell’ente, sfruttando consolidate amicizie con i funzionari.
Manlio Severino, in servizio presso l’Ufficio gestione inquilinato e ritenuto il braccio destro di Celi e Costanzo, è accusato di aver partecipato attivamente al sistema illecito, omettendo le dovute comunicazioni al Comune di Catanzaro in occasione dei rilasci di immobili. Domenico Albino, funzionario dirigente dell’Ufficio Patrimonio ed inquilinato, avrebbe avuto un ruolo di “partecipe”, curando le pratiche segnalate dal consigliere Costanzo. Infine, Concetta Raffa, dipendente dell’Ufficio del personale, è accusata di aver redatto atti ideologicamente falsi.
Rispetto alle misure cautelari eseguite a dicembre, non compaiono nell’avviso di conclusione delle indagini i nomi di Domenico Bevilacqua e Sandro Gironda Velardi, le cui posizioni sembrerebbero indirizzarsi verso l’archiviazione. Al contrario, l’inchiesta si allarga con l’iscrizione di quattro nuovi indagati: Gianluca Martino, Rodolfo Chillà, Saverio Menzica e Vittorio Pace, tutti residenti a Catanzaro.
Le modalità operative del presunto sodalizio si sarebbero sviluppate su un doppio binario: la regolarizzazione o il cambio alloggio, e la compravendita degli alloggi da parte dell’assegnatario, spesso su suggerimento dei dipendenti Aterp. Un metodo utilizzato sarebbe stato quello dell'”ampliamento del nucleo familiare” e la predisposizione di atti falsi per consentire al nuovo occupante di richiedere la voltura del contratto di locazione.
L’inchiesta punta a fare luce su un sistema che, secondo gli inquirenti, avrebbe danneggiato non solo l’ente Aterp, ma soprattutto le famiglie bisognose in attesa di un alloggio popolare, scavalcate da chi, grazie a presunte “mazzette” e complicità interne, riusciva ad ottenere un’abitazione in modo illecito.



