HomeAttualitàIn EvidenzaFrutti antichi di Calabria: le more...

Frutti antichi di Calabria: le more di gelso (‘a murella)

Un tempo era un’immagine familiare: nei campi rigogliosi, nei cortili silenziosi, lungo i margini polverosi delle strade. I suoi rami generosi si curvavano docili sotto il peso di piccole gemme carnose, dolci come il peccato e nere come l’inchiostro più denso.

Oppure si illuminavano di un bianco candido, simili a fiocchi di zucchero maturati sotto il sole caldo. A volte, sfoggiavano un rosso vibrante, come minuscoli rubini smarriti tra le foglie verdi.

Oggi, il gelso, albero nobile e per troppo tempo dimenticato, sta vivendo una sorprendente seconda giovinezza.

Il merito di questa rinascita va alla crescente riscoperta dei frutti antichi, tesori di sapori autentici, ma anche alle sue preziose qualità nutrizionali, ambientali e culturali, che lo rendono un alleato perfetto per chi ricerca gusto, benessere e sostenibilità in un solo, piccolo morso. Un albero che ha letteralmente fatto la storia.

Perché il gelso (del genere Morus) non è una semplice pianta da frutto. È un vero e proprio pezzo di storia agricola e industriale del nostro Paese, specialmente nel Sud Italia. Per secoli, è stato il pilastro dell’allevamento del bachi da seta: le sue foglie tenere e nutrienti erano l’unico alimento di quei minuscoli artigiani naturali del filo prezioso. Senza il gelso, non ci sarebbe stata la seta. E senza la seta, sarebbero mancati commerci fiorenti, un artigianato raffinato e una parte significativa della nostra cultura.

Ma accanto alla varietà “bianca” (Morus alba), prevalentemente utilizzata per nutrire i bachi, prosperavano anche il gelso nero (Morus nigra) e quello rosso (Morus rubra), coltivati e amati soprattutto per i loro frutti straordinari. Frutti profumati, succosi, dalla consistenza delicata, capaci di macchiare mani e vestiti con il loro succo intenso, ma soprattutto di lasciare un segno indelebile nei cuori e nei ricordi di chi li gustava.

Un frutto raro e generoso

Il gelso è un frutto che difficilmente troverete sugli scaffali patinati dei supermercati. Ed è proprio questa rarità a renderlo ancora più speciale, un piccolo tesoro da scoprire e apprezzare. Matura tra i mesi di maggio e luglio, regalandoci un assaggio fugace della sua dolcezza. Non si conserva a lungo, esigendo di essere raccolto con cura e gustato nel giro di poche ore. È il frutto del “qui e ora”, della lentezza dei ritmi naturali, della ciclicità delle stagioni. Un piccolo lusso agricolo che ci riconnette con la terra.

La bacca del gelso, tecnicamente un’infruttescenza che può raggiungere una lunghezza tra i 2 e i 5 centimetri, si presenta in diverse vesti, ognuna con le sue peculiarità:

  • Nera: dal sapore intenso e avvolgente, con una nota quasi vinosa e una leggera acidità che ne bilancia la dolcezza.
  • Bianca: più delicata e soave, con un gusto che ricorda la dolcezza fragrante del miele.
  • Rossa: un perfetto punto d’incontro tra le due, offrendo un equilibrio armonioso tra dolcezza e una piacevole vivacità fruttata.

Nonostante la loro intrinseca delicatezza, oggi sempre più aziende agricole illuminate stanno riscoprendo il valore di questi frutti, raccogliendoli con cura e trasformandoli in deliziose composte, marmellate artigianali, sciroppi vellutati, succhi freschi, gelati golosi e liquori aromatici. Alcuni audaci produttori li essiccano persino, trasformandoli in snack naturali ricchi di sapore e benefici.

Proprietà nutrizionali: piccoli frutti, grandi benefici

Non sorprende che oggi i gelsi vengano annoverati tra i “superfood” mediterranei. Il motivo è semplice e racchiuso nella loro ricchezza di sostanze benefiche per il nostro organismo:

  • Antiossidanti (antociani e flavonoidi): veri e propri scudi naturali che proteggono le nostre cellule dall’invecchiamento precoce, contribuendo alla salute del cuore e della bellezza della pelle.
  • Vitamina C e vitamina K: preziose alleate che stimolano il sistema immunitario e rafforzano la struttura delle ossa.
  • Fibre alimentari: essenziali per regolare la funzionalità intestinale e contribuire a mantenere stabili i livelli di zucchero nel sangue, abbassando l’indice glicemico dei pasti.
  • Resveratrolo (soprattutto nel gelso nero): una sostanza dalle potenti proprietà anti-infiammatorie e protettive a livello cardiovascolare.
  • Basso contenuto calorico: rendendoli un piacere da concedersi anche durante regimi alimentari controllati.

Dalla cucina alla cosmesi: il gelso multifunzionale

Oggi, la rinascita del gelso non si limita al suo ruolo di frutto prelibato. Sta tornando in auge come ingrediente versatile per molteplici usi artigianali e industriali, spesso sorprendenti:

  • Gastronomia gourmet: chef creativi lo utilizzano per realizzare marmellate raffinate da abbinare a formaggi stagionati, riduzioni agrodolci per esaltare piatti di carne, sorbetti rinfrescanti e salse originali.
  • Liquori e birre artigianali: il succo fermentato del gelso nero rivela un profilo aromatico unico, perfetto per la creazione di distillati e fermentati alternativi e intriganti.
  • Tisane e infusi: dalle foglie del gelso si ricava un infuso dalle proprietà disintossicanti e potenzialmente ipoglicemizzanti.
  • Cosmesi naturale: i suoi estratti, ricchi di polifenoli, vengono impiegati nella formulazione di creme anti-age, tonici rivitalizzanti e shampoo rinforzanti per i capelli.
  • Tessuti innovativi: alcune start-up visionarie stanno esplorando nuove frontiere, studiando come ricavare fibre vegetali dalla corteccia del gelso, con l’obiettivo di offrire un’alternativa sostenibile al tradizionale cotone.

Una pianta per il futuro? Sì, e per molti motivi

Scegliere di coltivare un gelso oggi è un atto agricolo lungimirante. Perché?

  • È una pianta resistente, capace di adattarsi ai cambiamenti climatici in atto e di tollerare periodi di siccità.
  • Non richiede un impiego massiccio di trattamenti chimici, rendendola una scelta ecologica e ideale per l’agricoltura biologica.
  • Le sue radici profonde contribuiscono a combattere l’erosione del suolo, proteggendo il nostro territorio.
  • Attira impollinatori preziosi, svolgendo un ruolo importante nel mantenimento della biodiversità.
  • È semplicemente bello: regala ombra fresca durante l’estate, frutti deliziosi in primavera e un senso di memoria e tradizione durante tutto l’anno.

Non a caso, in molti progetti di riforestazione urbana e di agricoltura sociale, si piantano alberi di gelso non solo per i loro frutti generosi, ma anche per i loro profondi valori simbolici e ambientali.

Il futuro è antico

Nel gelso si racchiude tutto ciò che oggi ricerchiamo nel cibo: gusto autentico, benefici per la salute, un forte legame con l’identità locale e la saggezza della tradizione. È il frutto dei nostri nonni, custodi di saperi antichi, ma è anche il frutto che i bambini di domani potranno riscoprire e amare. Non ha bisogno di pubblicità sofisticate, solo di mani che lo raccolgano con cura e di bocche che ne sappiano apprezzare la semplicità e la ricchezza.

Se non avete mai avuto il piacere di assaggiarlo, fatelo alla prima occasione. Se lo trovate in un mercato contadino, non esitate. E se avete uno spazio verde, piantate un gelso. Perché ogni albero di gelso è un pezzo di storia vivente che continua a donare i suoi preziosi frutti, un ponte tra passato e futuro.