Immagina dei droni super intelligenti che volano da soli per ore, anche di notte, per scovare i pericoli prima che diventino grandi incendi. E computer potentissimi che, come dei detective high-tech, analizzano dati da satelliti speciali per prevedere dove e quando il fuoco potrebbe colpire.
Non è un film di fantascienza, ma il cuore del nuovo Piano Antincendio Boschivo (AIB) 2025 della Calabria, presentato oggi a Catanzaro!
L’assessore regionale all’Agricoltura e Forestazione, Gianluca Gallo, ha spiegato che la Calabria sta diventando un modello per tutti, anche a livello internazionale, nella lotta contro gli incendi. E i numeri parlano chiaro: negli ultimi anni, grazie a un grande lavoro di squadra, ci sono stati molti meno incendi (quasi il 40% in meno rispetto agli anni passati!) e le aree bruciate si sono ridotte tantissimo (circa il 37% in meno). Un risultato fantastico, se pensiamo che purtroppo nel resto del Mediterraneo gli incendi sono spesso aumentati.
“Bruciare è perdere, conoscere è proteggere” è lo slogan del piano. E per “conoscere”, la Calabria userà tanta tecnologia:
- Droni di nuova generazione: Capaci di volare per 24 ore di fila senza bisogno di aiuto, per un controllo continuo del territorio.
- Intelligenza Artificiale e Satelliti: Modelli matematici che usano dati da satelliti super avanzati (alcuni addirittura dall’Arabia Saudita!) e l’intelligenza artificiale per creare “mappe del rischio” e prevenire gli incendi.
- Più fondi e persone dedicate: Ben 2,5 milioni di euro in più, oltre alle risorse già esistenti, e un team speciale che lavorerà 12 mesi all’anno, giorno e notte, solo per la prevenzione.
L’obiettivo, come ha detto l’assessore Gallo, è “Tolleranza Zero” verso gli incendi. “Proteggere i boschi significa proteggere il futuro,” ha sottolineato. E questo futuro si costruisce con la prevenzione, l’innovazione e prendendosi cura del territorio.
Anche Raffaele Mangiardi, il coordinatore regionale che si occupa di antincendio, ha spiegato che il Piano 2025 non vuole solo “spegnere” gli incendi quando scoppiano, ma soprattutto evitare che inizino. Come? Studiando attentamente il territorio con mappe, dati sul meteo, e immagini dai satelliti per capire dove c’è più vegetazione secca che potrebbe bruciare facilmente. In queste zone si interverrà per “pulire” un po’, rendendo più difficile la vita al fuoco.
Al convegno hanno partecipato tantissimi esperti: scienziati dell’Università della Calabria, specialisti della Fondazione CIMA e di DREAM Italia, i Vigili del Fuoco, la Protezione Civile e l’Azienda Calabria Verde. Tutti insieme, come una grande squadra, per rendere la Calabria più sicura.
Insomma, la Calabria si prepara ad affrontare le sfide del futuro, come i cambiamenti climatici, con strumenti sempre più moderni e un grande lavoro di squadra, coinvolgendo anche i cittadini. Perché, come ha detto Mangiardi, “ogni stagione è una nuova sfida, ma oggi abbiamo strumenti migliori per affrontarla insieme.”



