Le concessioni balneari di Soverato tornano sotto attacco giudiziario. Non si placa la battaglia legale che da mesi tiene con il fiato sospeso operatori, turisti e istituzioni.
A riaprire il fronte è un nuovo ricorso presentato da Azzurra Ranieri, che impugna l’ultima proroga concessa dal Comune ai concessionari uscenti, in virtù dell’articolo 10 del Codice della Navigazione.
Una proroga “urgente” che, nelle intenzioni dell’amministrazione, avrebbe dovuto garantire l’apertura degli stabilimenti per l’estate 2025, ma che secondo i legali della ricorrente viola le sentenze del Tar Calabria, la normativa euro-unitaria e persino l’articolo 97 della Costituzione, che impone trasparenza e imparzialità nella pubblica amministrazione.
Il Tar aveva già annullato tutto
Il nodo è noto: con una sentenza precedente, il Tar Calabria ha annullato le proroghe automatiche e intimato al Comune di emettere bandi pubblici per le concessioni. Ma, secondo i ricorrenti, quella sentenza non è mai stata realmente rispettata. Al contrario, si sarebbe proceduto con una nuova proroga generalizzata, seppur formalmente “provvisoria”.
Per i legali di Ranieri si tratta di una reiterazione “temeraria” di atti già censurati, che «eludono apertamente i provvedimenti giurisdizionali» e appaiono «in palese contrasto con la normativa europea e con i princìpi di parità di trattamento».
Disparità, elusione, e “ritardi strategici”
Nel ricorso si parla apertamente di “disparità di trattamento”, di “eccesso di potere” e di una condotta amministrativa che mirerebbe a guadagnare tempo. A supporto, vengono citati atti e delibere comunali che secondo i ricorrenti dimostrano la volontà di ritardare l’emanazione dei bandi: la nomina di un esperto esterno in materia di demanio marittimo e direttiva Bolkestein; indirizzi per la ricognizione delle concessioni da aggiornare nel piano spiaggia; il mancato avvio di una gara pubblica nonostante, in parallelo, siano state indette gare per nuove concessioni libere. «Azioni – scrivono gli avvocati – che non solo complicano la procedura di evidenza pubblica, ma la rendono volutamente più farraginosa».
Una bomba sull’estate 2025
Il rischio è concreto: se il Tar accoglierà la richiesta di sospensiva, l’intera stagione balneare di Soverato potrebbe essere travolta. Stabilimenti in stallo, concessioni annullate, clima di incertezza. Uno scenario già paventato da chi, come Ranieri, parla di scelte amministrative non solo “irragionevoli”, ma potenzialmente rilevanti anche sul piano penale.
Un’accusa pesante, che però viene attentamente incanalata nel solco del diritto: i legali evidenziano la necessità di un bando pubblico «esattamente analogo a quello usato per l’assegnazione di concessioni libere», sostenendo che il Comune fosse già da tempo in condizione di agire.
La posta in gioco: regole o proroghe?
Al di là dei tecnicismi giuridici, la vicenda riflette un nodo politico e amministrativo irrisolto: come bilanciare legalità, efficienza e continuità economica in uno dei settori chiave del turismo calabrese? Chi accusa il Comune punta il dito contro una strategia dilatoria, utile a mantenere lo status quo. L’amministrazione, dal canto suo, difende la necessità di garantire servizi essenziali in attesa di una riforma organica del sistema concessorio. Ma intanto, sul litorale più famoso dello Jonio calabrese, si addensano nuvole giudiziarie sempre più minacciose.



