Fortunato Pirrotta, cittadino di Reggio Calabria e non vedente, ha denunciato a StrettoWeb un’esperienza spiacevole vissuta lo scorso Referendum.
Nonostante avesse preventivamente richiesto e ottenuto dal Comune il codice sulla tessera elettorale che consente l’accompagnamento in cabina, si è scontrato con l’ostinazione del Presidente del seggio n. 7.
Un diritto sancito sfidato al seggio
Il Presidente del seggio insisteva sulla necessità di presentare anche il certificato dell’ASL, affermando che la documentazione in suo possesso lo richiedeva. Pirrotta ha cercato di spiegare che da oltre 16 anni tale codice è valido fino alla scadenza della tessera elettorale, ma la sua rimostranza è caduta nel vuoto.
Solo quando ha minacciato di contattare le autorità competenti, il Presidente ha deciso di telefonare al Comune, che ha finalmente confermato la correttezza della procedura indicata da Pirrotta, consentendogli di votare.
L’amara realtà: discriminazione e umiliazione
Purtroppo, questo non è un caso isolato. Pirrotta racconta di aver già vissuto episodi simili in passato e, ancor più grave, di altre persone con disabilità visiva a cui è stato impedito di votare, costringendole a tornare a casa umiliate, alcune addirittura in lacrime.
“Ritengo che in una società civile non possano verificarsi situazioni del genere,” afferma con forza Pirrotta. La sua testimonianza è un chiaro appello a non tacere più, a far valere i diritti sanciti dalla legge e a pretendere il rispetto dovuto per ogni cittadino, in particolare per coloro che vivono con disabilità.
Fand: “Una democrazia più inclusiva”
Proprio in occasione delle recentissime consultazioni referendarie, Luciana Loprete, presidente della Fand (Federazione Associazioni Nazionali dei Disabili Visivi) di Catanzaro, aveva rivolto un invito alla riflessione e alla responsabilità.
L’obiettivo era garantire alle persone cieche e ipovedenti il pieno esercizio del diritto di voto, nel rispetto dei principi di uguaglianza e partecipazione sanciti dalla Costituzione italiana.
Un elemento centrale del messaggio di Loprete riguardava la necessità che presidenti e scrutatori siano adeguatamente informati e preparati a collaborare con cortesia e rispetto durante le operazioni di voto. Solo così è possibile garantire un percorso inclusivo che metta le persone cieche nelle condizioni di esprimere la propria volontà in autonomia e dignità. La presidente Fand Catanzaro aveva auspicato un impegno crescente da parte delle istituzioni e della società civile per non lasciare indietro nessuno.
“Confidiamo nella collaborazione di tutti – afferma Loprete – affinché il diritto al voto sia garantito in modo concreto ed equo, rafforzando così i valori di una democrazia autenticamente inclusiva e partecipata”.



