La Calabria si trova di fronte a un’emergenza sanitaria che rischia di esplodere nei prossimi anni: mancano i pediatri di famiglia.
A lanciare l’allarme è una nuova analisi della Fondazione Gimbe, secondo cui, al 1° gennaio 2024, la regione registra una carenza stimata di almeno 10 pediatri di libera scelta, in base al rapporto ottimale previsto dall’accordo collettivo nazionale (1 pediatra ogni 850 assistiti).
Oltre 100 pensionamenti entro il 2028
Il quadro, già preoccupante, è destinato a peggiorare. Secondo i dati Gimbe, entro il 2028 ben 102 pediatri calabresi raggiungeranno i 70 anni, ovvero l’età limite per il pensionamento. Una prospettiva che rischia di lasciare interi territori scoperti, soprattutto nelle aree interne e più fragili dal punto di vista dell’offerta sanitaria.
Il carico attuale è già oltre il rapporto ideale
Attualmente, in Calabria, ogni pediatra ha in carico 892 assistiti, un dato superiore al rapporto ottimale, sebbene sotto la media nazionale di 900. È anche inferiore al tetto massimo di 1.000 assistiti, ma si tratta comunque di un equilibrio precario, reso ancora più instabile dall’età avanzata della gran parte dei professionisti attivi.
La maggioranza dei bambini seguiti ha più di 5 anni
Un altro dato significativo riguarda l’età degli assistiti: il 78,9% dei bambini in carico ai pediatri di famiglia calabresi ha più di 5 anni. Questo riflette una realtà demografica che impone una revisione dei modelli assistenziali, per garantire continuità e qualità delle cure anche nelle fasce d’età più avanzate della pediatria.
Servono programmazione e incentivi
La Fondazione Gimbe sottolinea la necessità di interventi strutturali, a partire dalla programmazione del fabbisogno formativo, passando per politiche di incentivo a favore dei medici che scelgono la pediatria e che accettano incarichi in aree carenti. Senza un piano strategico, la tenuta dell’assistenza pediatrica territoriale sarà messa a dura prova.



