HomeCostume & SocietàAmbienteMare sporco a Gizzeria, è allarme...

Mare sporco a Gizzeria, è allarme blu: acque torbide, rifiuti e chiazze deturpano la costa

Un allarme crescente sta scuotendo la costa di Gizzeria, dove un video ha immortalato oggi le condizioni preoccupanti del mareacque torbide e la presenza di chiazze sospette che deturpano il litorale.

Questa denuncia visiva si somma ai recenti dati diffusi da Goletta Verde 2025, la storica campagna di Legambiente, che ha rivelato un quadro allarmante per l’intera Calabria, con oltre la metà dei punti monitorati risultati oltre i limiti di legge.

La denuncia dal basso e la conferma scientifica

Il filmato  mostra una realtà desolante: il mare di Gizzeria, solitamente apprezzato per la sua limpidezza, appare oggi di un colore innaturale, con evidenti tracce di inquinamento. lI colore cristallino che ci si aspetterebbe da un mare calabrese è sostituito da una tonalità marroncina, e in diversi punti si notano estese chiazze di materiale non identificato che galleggiano sulla superficie.

Questa testimonianza diretta trova inquietante riscontro nel report di Goletta Verde presentato ieri, 16 luglio 2025. Secondo i dati di Legambiente, su 23 punti campionati lungo le coste calabresi, ben 13 sono risultati “oltre i limiti di legge”, con 9 classificati come “fortemente inquinati” e 4 come “inquinati”. Una percentuale del 57% che evidenzia criticità diffuse.

La foce del torrente Spilinga fortemente inquinata

Il quadro generale fornito da Goletta Verde si fa ancora più specifico e preoccupante per l’area di Gizzeria. Il report indica, infatti, che la foce del torrente Spilinga, situata tra Lamezia Terme e Gizzeria, è stata classificata come “fortemente inquinata”.

Il dato suggerisce una correlazione diretta tra le immagini del video cittadino e le problematiche legate a un sistema di depurazione spesso carente o inefficiente, come più volte sottolineato dagli ambientalisti. La maggior parte dei punti critici rilevati da Goletta Verde, infatti, si trova in corrispondenza di foci di fiumi o torrenti, veri e propri “scarichi” di liquami non depurati.

Mancanza di informazioni e richiesta di interventi urgenti

A peggiorare la situazione, il report di Goletta Verde ha evidenziato la quasi totale assenza di cartelli informativi sulle spiagge monitorate, un’omissione che espone i bagnanti a rischi sanitari e impedisce una corretta consapevolezza sulla qualità delle acque. Di fronte a questa emergenza, la comunità locale e le associazioni chiedono interventi immediati e controlli rigorosi da parte delle autorità competenti, tra cui Arpacal e Guardia Costiera.

È fondamentale accertare l’origine dell’inquinamento e adottare misure concrete per ripristinare la balneabilità e tutelare l’ecosistema marino, risorsa vitale per il turismo e la salute pubblica della Calabria. La polemica tra la Regione e Legambiente sui dati, con la prima che parla di “dati falsati”, non fa che aumentare la confusione e l’urgenza di chiarezza e azioni risolutive.