All’interno del discusso centro di detenzione per migranti Alcatraz Alligator, situato nelle paludi della Florida, si trovano attualmente due italiani.
La struttura, costruita su impulso dell’ex presidente Donald Trump, è stata pensata per ospitare migranti irregolari in attesa di espulsione e sta facendo discutere per le sue condizioni estreme.
Tra i detenuti, ci sono Gaetano Cateno Mirabella Costa, 45 anni, originario della Sicilia, e l’italo-argentino Fernando Eduardo Artese, arrestato lo scorso giugno.
Il carcere “nella palude”: tra alligatori e polemiche internazionali
La struttura di detenzione, immersa tra gli acquitrini e i rettili delle Everglades, è stata definita da chi ci è passato un vero e proprio “campo di concentramento”. Il presidente Trump, durante una visita ufficiale, ha ammesso che si tratta di un centro “controverso”, ma ha aggiunto di “non fregarsene nulla”. “Potrebbe essere più duro della vera Alcatraz”, ha chiosato.
Il caso di Artese: arrestato prima di partire con la figlia
Fernando Artese, 63 anni, immigrato irregolare con passaporto italiano, era stato arrestato il 25 giugno nei pressi di Jupiter, in Florida, per un vecchio reato legato alla guida senza patente. Il giorno dopo, nonostante il pagamento della cauzione, è stato trattenuto dalle autorità federali per questioni legate al suo status migratorio. Artese aveva superato il limite di permanenza del programma Esta e si era nascosto per evitare l’arresto.
La figlia Carla, arrivata legalmente negli Usa, ha denunciato il caso alla stampa parlando di condizioni disumane: “Non lo vediamo dal 25 giugno, è stato trasferito ad Alcatraz il 3 luglio. Lo umiliano, lo trattano come un criminale. Voleva solo tornare in Argentina”.
Il caso di Mirabella Costa: origini siciliane, vita in Florida
L’altro italiano detenuto è Gaetano Cateno Mirabella Costa, nato a Taormina e cresciuto a Fiumefreddo di Sicilia, che da anni vive in Florida. Arrestato due volte nel 2025 per possesso di droga, secondo i registri dello sceriffo della contea di Marion, sarebbe stato trasferito al centro senza che siano chiare le circostanze esatte della sua detenzione migratoria.
La Farnesina: “Seguiamo la vicenda con attenzione”
Il Consolato Generale d’Italia a Miami e l’Ambasciata a Washington hanno confermato di seguire la situazione con il massimo impegno, mantenendo contatti costanti con i familiari e con le autorità Ice statunitensi. L’obiettivo è ottenere aggiornamenti sullo stato di salute dei due connazionali e chiarire i tempi per un eventuale rimpatrio.



