È corsa contro il tempo per il futuro dei lavoratori della Fondazione Terina, ente da mesi in liquidazione coatta e al centro di un percorso amministrativo che, se non arginato, potrebbe portare al licenziamento collettivo del personale ancora in servizio.
La Regione Calabria, in attuazione della legge regionale 31/2024, ha previsto una serie di misure per salvaguardare i livelli occupazionali, puntando sul ricollocamento del personale negli enti di diritto privato controllati o nelle agenzie subregionali.
Ma tra tavoli tecnici, bandi ancora in fase di pubblicazione e lo spettro di una campagna elettorale che rischia di rallentare tutto, i sindacati avvertono: “La dignità del lavoro non può essere sospesa in attesa del prossimo turno elettorale”.
Cgil, Cisl e Uil: “Nessuno usi Terina per fare propaganda”
Da mesi si è avviato un confronto tra la Regione e le sigle sindacali Cgil, Cisl e Uil, che chiedono trasparenza, merito e la valorizzazione delle competenze acquisite dai lavoratori. Ma è ora il tempo dell’azione, ammoniscono: “Non possono essere tollerate né pause estive né speculazioni politiche. I problemi reali non vanno in vacanza”.
Il riferimento è chiaro: i sindacati temono che le procedure per l’assunzione del personale negli altri enti vengano rallentate o rinviate per calcoli elettorali, proprio mentre i bandi attuativi – che danno concreta applicazione alla legge regionale – iniziano ad apparire solo ora.
I bandi ci sono, ma il tempo è poco
La normativa approvata lo scorso maggio stabilisce che il personale possa essere ricollocato previo espletamento di selezioni interne agli enti regionali. Una clausola che da un lato punta a garantire la regolarità amministrativa, ma dall’altro impone una tempistica stretta, data la pendenza della procedura concorsuale presso il Tribunale e l’imminente rischio di interruzione dei rapporti di lavoro.
La triplice sindacale insiste: “Il rispetto delle tutele occupazionali dev’essere la priorità assoluta. Le famiglie dei dipendenti non possono vivere nell’incertezza, tra attese e promesse non mantenute. La Regione mantenga fede agli impegni e prosegua con la pubblicazione dei bandi, evitando ogni forma di immobilismo amministrativo”.
Lavoratori in attesa: “Non siamo numeri, siamo persone”
In gioco non ci sono solo norme e procedure, ma la vita concreta di decine di lavoratori che da mesi convivono con un’ansia crescente per il futuro. Gli enti regionali con fabbisogni di personale – in particolare nei profili tecnici – sono chiamati a fare la loro parte, attivando procedure di inserimento rapido e trasparente, come previsto dalla legge.
Il messaggio dei sindacati è chiaro: “La buona amministrazione non può fermarsi. E soprattutto, non può piegarsi alla logica delle campagne elettorali. Il lavoro è un diritto, non un tema da spot”.



