La Calabria tornerà al voto il 5 e 6 ottobre dopo le dimissioni del presidente uscente Roberto Occhiuto. Il quadro politico è però segnato da due velocità molto diverse: da un lato un centrodestra compatto, dall’altro un centrosinistra che continua a dividersi sul nome del candidato.
Centrodestra: Occhiuto in campo, ma con qualche ombra
La coalizione di centrodestra ha scelto di puntare nuovamente su Roberto Occhiuto. Nonostante le difficoltà legate alle inchieste giudiziarie che lo riguardano, il presidente dimissionario resta il volto sul quale i partiti hanno deciso di puntare. Alcuni osservatori, tuttavia, ritengono che in caso di complicazioni la coalizione abbia già pronte possibili alternative, con il nome di Wanda Ferro che circola come piano di riserva.
Centrosinistra: attesa per Tridico, mosse di Renzi e ipotesi Falcomatà
Sul fronte opposto, il centrosinistra non ha ancora trovato una sintesi. L’ipotesi più forte resta quella di Pasquale Tridico, europarlamentare del Movimento 5 Stelle ed ex presidente dell’Inps, che potrebbe rappresentare una figura capace di tenere insieme tutte le anime del cosiddetto campo largo. Tridico però non ha ancora sciolto la riserva, alimentando tensioni e incertezze tra i partiti della coalizione.
A rendere il quadro ancora più complesso è intervenuto Matteo Renzi, che con una dichiarazione sibillina ha lasciato intendere che la chiave per vincere in Calabria potrebbe essere quella di puntare su un sindaco. Molti hanno visto in queste parole un chiaro riferimento a Giuseppe Falcomatà, primo cittadino di Reggio Calabria e figura legata da rapporti di lunga data all’ex premier. Le quotazioni di Falcomatà, tuttavia, sembrano in calo, nonostante il suo nome resti sul tavolo.
Nei giorni di Ferragosto si è diffusa l’indiscrezione secondo cui Tridico sarebbe ormai pronto ad accettare la candidatura. Alcuni sondaggi interni lo danno come l’unico in grado di competere con Occhiuto in termini di consenso, mentre gli altri possibili candidati sarebbero molto più indietro. Ma finché l’europarlamentare non darà il suo sì, il centrosinistra rischia di restare fermo, con il pericolo di arrivare troppo tardi alla partita elettorale.
Il tempo stringe
Il nodo dovrebbe sciogliersi nei prossimi giorni, con una riunione dei leader nazionali del centrosinistra prevista a Roma e l’obiettivo di chiudere la partita entro il 20 agosto. Nel frattempo, mentre il centrosinistra continua a discutere, il centrodestra lavora già all’organizzazione delle liste e della campagna elettorale.



