“Soltanto a leggere l’elenco delle sigle viene da sorridere”. Con queste parole Pasqualina Straface, consigliera regionale di Forza Italia, commenta duramente la nascita della coalizione progressista che sostiene la candidatura di Pasquale Tridico alla guida della Regione Calabria.
Un’alleanza ampia, composta da ben dodici partiti, tra cui Pd, M5S, Alleanza Verdi e Sinistra, Azione, Italia Viva e Rifondazione Comunista, che però, secondo Straface, è priva di coerenza e di visione politica condivisa.
“Una riedizione dell’Unione di Prodi”
La consigliera non usa mezzi termini nel paragone: “Sembra di rivivere la tragicommedia dell’Unione di Prodi“, afferma. “Un’esperienza governativa che ha lasciato il segno, per la sua incapacità di dare stabilità e risposte concrete al Paese”. Per Straface, l’attuale coalizione calabrese rischia di replicare quel modello: “Forze distanti anni luce tra loro” messe insieme “solo per prendere il potere”, ma destinate – secondo lei – a dividersi subito dopo le elezioni.
Accuse di opportunismo e populismo
La critica si fa ancora più aspra quando Straface descrive la compagine di centrosinistra come un “minestrone elettorale” dove convivono, forzatamente, “renziani, grillini, socialisti, azionisti, verdi e comunisti”. Una coalizione eterogenea che, secondo la rappresentante forzista, “non ha una proposta unitaria per la Calabria” su temi chiave come lavoro, sanità, energia, infrastrutture e turismo.
“I calabresi non si faranno ingannare“
Infine, Straface lancia un appello agli elettori: “Siamo certi che i calabresi sapranno riconoscere la mancanza di serietà di questa proposta. Non si faranno fregare da una sinistra che oggi si presenta divisa su tutto, unita soltanto dall’ambizione del potere”. E chiude con sarcasmo: “Da Azione a Rifondazione Comunista: servono solo i popcorn”.



