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Economia in frenata, l’inflazione pesa sulle famiglie calabresi. Cosenza la seconda città più cara d’Italia

La frenata del PIL nazionale nel primo semestre dell’anno non promette nulla di buono per l’economia calabrese, già alle prese con costi crescenti e una contrazione della produzione.

L’inflazione media annua in Italia è salita a +1,6% ad agosto, un dato che risente dell’aumento dei prezzi al consumo. A luglio, la Calabria aveva già registrato uno dei tassi di inflazione più alti d’Italia, con un +2,1%, seconda solo alla Puglia.

Questo incremento è spesso alimentato da speculazioni, che si ripercuotono direttamente sulle famiglie, già provate dal difficile panorama economico.

Le città calabresi prese a confronto

L’aumento dei prezzi dei prodotti alimentari e dell’abbigliamento si fa sentire in modo diverso nelle varie città della regione.

Cosenza è stata la seconda città italiana con l’inflazione più alta a luglio, raggiungendo un preoccupante +2,7% (superata solo da Rimini con +2,8%). Questo si traduce in una spesa annuale aggiuntiva di circa 525 euro per una famiglia di due persone, ben oltre la media nazionale.

Reggio Calabria, i rincari sono meno marcati, con un’inflazione a +1,8% e una spesa aggiuntiva annuale di 350 euro.

Catanzaro si distingue come la migliore per qualità della vita in Calabria in questo senso, con l’indice del carovita che scende a +1,2%, comportando una spesa aggiuntiva di soli 233 euro per famiglia.

Non sembrano esserci dati per quanto riguarda Crotone e Vibo Valentia che dovrebbero però assestarsi sui numeri delle altre città.

Un’ansia diffusa e un futuro incerto

Le differenze nei prezzi dei singoli prodotti alimentari, che variano notevolmente tra le città, pesano sulle tavole dei calabresi. L’aumento dei prezzi svuota i carrelli e intacca i conti correnti, generando un’ansia quotidiana che tiene prigionieri i bilanci familiari. Massimiliano Dona, leader dell’Unione Nazionale Consumatori, aveva già espresso preoccupazione per l’aumento dell’inflazione in una terra che si trova in una costante situazione di emergenza economica. Le attuali dinamiche della crisi promettono, purtroppo, ulteriori ripercussioni negative sui bilanci domestici.