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Ucciso Abu Obeida, “l’uomo mascherato”: colpo durissimo al cuore di Hamas

L’aviazione israeliana ha colpito al cuore la leadership di Hamas, eliminando in un raid aereo mirato nel quartiere di Rimal a Gaza City lo storico portavoce delle brigate al-Qassam, Abu Obeida.

Considerato un simbolo di resistenza e ammirato in tutto il Medio Oriente, la sua morte rappresenta un colpo devastante per il morale dei miliziani e della popolazione dell’enclave palestinese.

La notizia, confermata dal ministro della Difesa israeliano Israel Katz, segna un punto di svolta nel conflitto, privando l’organizzazione di una delle sue figure più influenti e carismatiche.

La dinamica dell’attacco e le reazioni

L’attacco, lanciato dall’aeronautica israeliana (IAF), ha centrato un condominio dove Abu Obeida, il cui vero nome era Hudayfa Samir Abdallah al-Kahlout, aveva affittato un appartamento per la sua famiglia.

Una fonte palestinese ha rivelato a Sky News Arabia che il missile ha colpito i piani superiori dell’edificio, uccidendo il leader e provocando un’esplosione che ha disperso una grande quantità di banconote. Sul posto sono intervenuti immediatamente membri della brigata al-Qassam, che hanno sigillato l’area per impedire a chiunque di avvicinarsi ai corpi.

Le reazioni non si sono fatte attendere. Il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu ha commentato l’operazione con sarcasmo, sottolineando il silenzio di Hamas sulla vicenda. In passato, Abu Obeida era già stato un obiettivo di alto valore per l’IDF, che ne aveva svelato il volto in due occasioni, nel 2014 e nell’ottobre 2023, per smascherare l’uomo dietro la kefiah rossa e la propaganda del gruppo.

La figura

Per anni, Abu Obeida è stato il volto della propaganda psicologica di Hamas, noto per le sue minacce sanguinose rivolte a Israele. La sua figura, avvolta nel mistero e nel simbolismo, godeva di grande popolarità nel mondo arabo, grazie alle sue apparizioni sul canale al Jazeera, dove lanciava i proclami del gruppo.

La sua fama era tale che in suo onore erano state composte canzoni da artisti arabi. La sua prima apparizione pubblica, nel 2006, segnò un momento cruciale quando annunciò il rapimento del soldato israeliano Gilad Shalit, tenuto in ostaggio per oltre cinque anni.

L’eliminazione di Abu Obeida, “il bugiardo” come lo aveva definito l’IDF, lascia un vuoto significativo nella leadership di Hamas. Nella Striscia, ora, sono pochi i leader di alto livello ancora in vita, come Ez al-Din Haddad, il comandante della brigata Gaza, che si sarebbe camuffato per sfuggire ai missili israeliani. La morte di Abu Obeida è un’ulteriore conferma della determinazione di Israele a neutralizzare i vertici del gruppo, con un impatto profondo sulle dinamiche future del conflitto.