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Il coraggio e la forza: l’ennesima partita vinta da Michele Padovano

Di Pierfrancesco Greco

ll Festival delle Serre, 31ª Edizione, è iniziato con lui, Michele Padovano, il quale ha presentato, ieri pomeriggio, a Cerisano, nelle Sale Gemelle di Palazzo Sersale, il suo libro, “Tra la Champions e la Libertà”, cronaca, com’è scritto sulla copertina del volume, edito da Cairo, della “partita in difesa di un attaccante, per vincere la vita”.

Padovano è giunto a Palazzo Sersale con largo anticipo, accompagnato dal suo grande amico, suo compagno di squadra nel Cosenza e cerisanese doc Ciccio Marino. È una star del pallone, Padovano, ma è lontano anni luce dell’albagia che connota tanti suoi colleghi: prima della presentazione, non si risparmia con le foto, con le dediche sulle copie del suo libro, con le strette di mano, con i sorrisi, con le parole, che egli rivolge amichevolmente a chi gli si appropinqua.

Ecco Padovano, eroe della nostra gioventù, anzi, della Juventus Euromondiale del 1996: un grande campione, una grande personalità, finito da innocente in un tritacarne giudiziario, originato da teoremi e ipotesi cervellotiche, da cui è uscito assolto solo tantissimi anni dopo quel giorno di maggio del 2006, quando si ritrovò ammanettato, sbattuto in prima pagina come se fosse, racconta, “il più pericoloso narcotrafficante d’Italia”.

La presentazione del libro, scritto benissimo, in una prosa fluida, che riesce a veicolare efficacemente la lucidità l’equilibrio con cui l’Autore ripercorre la sua disavventura, è l’occasione per parlare dei mali della giustizia, di come essa possa trasformarsi da garanzia di civiltà a “leviatano”, mutuando la terminologia adoperata da uno dei partecipanti alla manifestazione, capace di divorare vite, speranze, sogni.

È stato questo il filo conduttore del simposio svoltosi contestualmente alla presentazione dell’opera di Padovano; un meeting, il cui tema, non a caso, è stato “Presunzione d’innocenza: telecronaca di una partita persa?”, moderato dall’avvocato Francesco Santelli, vicesindaco di Cerisano e segretario della Camera Penale di Cosenza, e a cui hanno preso parte insigni giuristi, tra cui l’avvocato Lucio Di Gioia, Sindaco di Cerisano, l’avvocato Claudio De Luca, presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Cosenza, l’avvocato Valerio Murgano, componente della Giunta dell’Unione delle Camere Penali Italiane, l’avvocato Giuseppe Milicia, coordinatore delle Camere Penali Calabresi, l’avvocato Roberto Le Pera, presidente della Camera Penale di Cosenza, il dottor Biagio Politano, magistrato, e, collegati da remoto, l’avvocato Armando Veneto, presidente emerito del Consiglio delle Camere Penali Italiane – a cui è stato assegnato un riconoscimento, consegnato nelle mani della figlia, l’avvocato Clara Veneto, presente tra i relatori del convegno -, e l’avvocato Giandomenico Caiazza, presidente emerito dell’Unione delle Camere Penali Italiane.

La discussione è stata vivace e costruttiva, densa d’interesse inerentemente a una questione che, riguardando la civiltà giuridica del nostro Paese, tocca tutti noi. Dalle posizioni emerse, alcune profondamente diverse tra esse, s’è palesato un minimo comune denominatore, ovvero lo stato non esattamente florido del sistema giudiziario italiano, relativamente a questioni quali la presunzione d’innocenza e il principio di non colpevolezza, afferentemente a cui risultano necessarie riforme più incisive, più concrete e strutturali, a cominciare dalla responsabilità civile dei magistrati, rispetto a quelle messe in campo dall’attuale governo nazionale, al fine di arginare una deriva inquisitoriale ed evitare il reiterarsi di drammi come quelli vissuti negli anni ’80 da Enzo Tortora e, più di vent’anni dopo, da Michele Padovano, che ha ieri contribuito, con la sua testimonianza, al dibattito, durante la tavola rotonda: una testimonianza di forza, di coraggio, di determinazione …

Una forza analoga a quella con cui scagliò nella porta del Real Madrid il gol del 2 a 0, nei quarti di finale della Champions League 1995/96… Un coraggio similare a quello con cui calciò il terzo rigore, realizzandolo, nella magica notte romana della Finale con l’Ajax, la notte della seconda Coppa dei Campioni della Juventus … Quella determinazione con cui ha vinto la partita più importante della sua vita: quella della libertà! Egli parla, racconta, con serenità non disgiunta da fermezza.

“I diciassette anni passati in quell’incubo non si possono cancellare e nessuno potrà restituirmeli – afferma -, ma bisogna andare avanti e far conoscere alla gente la terribile vicenda che mi ha riguardato, per contribuire a determinare una presa di coscienza forte su una problematica ancora molto lontana dall’essere risolta”.

Una figura di spessore, Michele Padovano … Un Campione d’Europa e di vita, degno protagonista di un bel prologo a questa 31ª Edizione del Festival delle Serre …