In un momento storico in cui il dibattito politico si concentra su lavoratori e disoccupati in vista delle elezioni regionali, non si può ignorare la difficile condizione di un’intera categoria professionale: quella dei massoterapisti. La loro situazione è tornata sotto i riflettori a seguito di un’importante decisione del Consiglio di Stato, che ha messo in evidenza la necessità di un’azione concreta da parte delle istituzioni.
La sentenza del Consiglio di Stato e i suoi effetti
La terza sezione del Consiglio di Stato, con l’ordinanza 3196 del 30 agosto 2025, ha annullato l’ordinanza del Tar Lazio che aveva sospeso il rigetto di una richiesta di nulla osta da parte di un massofisioterapista. Il Ministero della Salute aveva respinto tale richiesta sulla base di una nota informativa ritenuta “gravemente lesiva” degli interessi della categoria. Il Consiglio di Stato, pur non entrando nel merito della questione, ha dato prevalenza all’interesse generale della tutela della salute pubblica, in attesa che il Tar del Lazio esamini a fondo il quadro normativo.
Una richiesta di dignità e riconoscimento
La decisione del Consiglio di Stato non entra nel merito della validità della professione, ma rinvia al Tar Lazio la valutazione delle presunte violazioni del diritto europeo da parte del Ministero. In questo contesto, l’appello si rivolge alle amministrazioni locali e nazionali affinché prendano coscienza della situazione e si mobilitino per garantire a questa categoria la giusta dignità professionale che merita. Si chiede in particolare ai candidati locali di mostrare vicinanza non solo a chi cerca lavoro, ma anche a chi, dopo anni di sacrifici, si ritrova a lottare per il riconoscimento e la tutela della propria professione.



