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Ponte sullo Stretto, la Nato lancia l’avvertimento e mette in guardia l’Italia: “Non è spesa militare”

Gli Stati Uniti lanciano un chiaro avvertimento agli alleati europei della Nato, Italia in testa: la “contabilità creativa” per raggiungere l’obiettivo del 2% del PIL in spese per la difesa non sarà tollerata.

La notizia, riportata da Bloomberg, fa riferimento alle recenti dichiarazioni di Matthew Whitaker, ambasciatore statunitense presso l’Alleanza Atlantica. Le sue parole mettono direttamente in discussione l’ipotesi italiana di conteggiare il Ponte sullo Stretto di Messina come spesa militare.

La posizione dell’ambasciatore americano

In un’intervista, Whitaker ha espresso preoccupazione per alcuni Paesi che “stanno adottando una visione molto ampia della spesa per la difesa”. Ha sottolineato che è “molto importante” che l’obiettivo del 2% sia riferito specificamente alla difesa e alle spese correlate, e che l’impegno preso venga rispettato “con fermezza”.

L’ambasciatore ha aggiunto: “Seguo con molta attenzione”, un monito diretto all’Italia che, secondo alcune indiscrezioni, starebbe valutando di includere il costo del Ponte nel calcolo.L’idea di considerare un’infrastruttura civile come un ponte all’interno del budget militare è vista da Washington come un tentativo di aggirare gli accordi presi e sminuire la serietà dell’impegno collettivo per la sicurezza e la difesa, specialmente in un momento di grandi tensioni geopolitiche.