Con la morte del piccolo Francesco cambia anche il quadro giuridico. La Procura di Vibo Valentia, guidata da Camillo Falvo, aveva inizialmente aperto un fascicolo per lesioni personali colpose.
Dopo il decesso del bambino, l’ipotesi di reato si è trasformata in omicidio colposo, al momento a carico di ignoti.
Area sotto sequestro e investigatori in Comune
Gli inquirenti hanno già disposto il sequestro dell’area fitness del parco urbano, dove si è verificato l’incidente, e affidato l’incarico peritale all’ingegnere Giuseppe Venanzio. Sarà lui a dover stabilire se la struttura fosse adeguata, sicura e collaudata, oppure se presentasse criticità riconducibili a eventuali negligenze.
Parallelamente, gli investigatori della Squadra Mobile hanno acquisito in Comune atti e documenti relativi alla realizzazione e al collaudo dell’opera. L’obiettivo è ricostruire la catena delle responsabilità amministrative e tecniche: chi ha progettato, chi ha diretto i lavori, chi li ha certificati e chi avrebbe dovuto vigilare sulla sicurezza.
Verso l’autopsia per chiarire le cause della morte
Nelle prossime ore la Procura potrebbe disporre l’autopsia sul corpo del bambino per chiarire definitivamente le cause della morte. Solo al termine di queste verifiche tecniche e documentali sarà possibile decidere se procedere con eventuali iscrizioni nel registro degli indagati e con l’accertamento di responsabilità penali individuali.
Il fascicolo rimane dunque aperto in una fase preliminare, ma la qualificazione giuridica dell’ipotesi di reato segna già un passaggio fondamentale nelle indagini: da un incidente con lesioni a un caso di omicidio colposo che chiama in causa non solo il destino, ma anche la possibile mancata sicurezza di un’opera pubblica.



