L’azienda Caffo, storica distilleria di Limbadi, a pochi chilometri dal suggestivo Capo Vaticano, è stata protagonista della puntata odierna di “Uno Mattina” su Rai1, portando l’eccellenza e la tradizione calabrese al centro dell’attenzione nazionale.
Un “museo funzionante”
Durante il servizio, l’azienda ha aperto le porte del suo “museo funzionante”: una sala di distillazione dove alambicchi a bagnomaria a vapore, costruiti in tempi pionieristici dal nonno e dai suoi fratelli, sono stati recentemente ripristinati.
Questo revamping degli impianti storici è stato un atto di resilienza, portato avanti durante il periodo della pandemia per automatizzare la produzione senza interrompere l’attività. Il fiore all’occhiello della produzione è l’Amaro del Capo, un distillato che rappresenta una parte significativa del mercato italiano, coprendo il 40% del totale degli amari consumati nel Paese.
La sua formula, rimasta fedele a se stessa, continua a conquistare i consumatori grazie alla sapienza e alla perizia della quarta generazione di maestri distillatori e liquoristi della famiglia Caffo. Composto da ben 29 erbe rigorosamente calabresi, l’Amaro del Capo si distingue per gli aromi di liquirizia, artemisia, ginepro e arancia amara verde.
Sulla grappa niente dazi
Un altro prodotto di punta è l’unica grappa calabrese, la cui produzione viene realizzata negli stessi impianti storici. Un prodotto che, come sottolineato da Pippo e Nuccio Caffo durante l’intervista, ha un vantaggio strategico sul mercato internazionale. Affrontando il tema dei dazi, i due imprenditori hanno spiegato che il costo ricade principalmente su chi acquista.
Tuttavia, la grappa italiana è considerata un’indicazione geografica di provenienza e per questo è esentata dai dazi del Mercosur, tutelando la sua competitività sui mercati esteri.



