Prosegue senza sosta l’azione della Procura di Vibo Valentia, diretta da Camillo Falvo, nel contrasto alla diffusione di sostanze stupefacenti nelle aree più esposte della provincia.
In questo contesto si colloca l’operazione condotta dai Carabinieri delle Stazioni di Mileto e Francica, che ha portato alla scoperta di un laboratorio artigianale per la lavorazione della marijuana, nascosto nelle campagne del territorio.
L’indagine parte da un’area isolata a Mileto
Tutto ha avuto origine da un controllo notturno in località Spataro, un’area difficile da raggiungere e lontana dal centro abitato. Durante il sopralluogo, i militari hanno notato resti di piante essiccate, strumenti agricoli e un sistema di irrigazione ben nascosto tra la vegetazione.
Poco più avanti, la scoperta principale: un casolare con forte odore di cannabis, al cui interno era stato realizzato un impianto rudimentale per la lavorazione della droga, con essiccatoi, un macchinario per la pulizia delle infiorescenze (trimmer), e oltre trenta cassette già piene di prodotto pronto per il confezionamento.
L’irruzione e il blitz
I carabinieri hanno predisposto un appostamento per monitorare eventuali movimenti. Nel pomeriggio seguente, un’automobile è arrivata sul posto. I due occupanti sono entrati nel casolare e hanno iniziato a maneggiare le infiorescenze. A quel punto è scattato l’intervento: i due sono stati fermati senza opporre resistenza.
Un quantitativo record: 120 kg di cannabis sequestrati
L’intervento ha permesso di recuperare e sequestrare oltre 100 kg di cannabis in fase di lavorazione e circa 20 kg di infiorescenze già essiccate, per un totale di oltre 120 kg di stupefacente. Un quantitativo che avrebbe potuto garantire ingenti guadagni illeciti se immesso sul mercato.
Arrestati e trasferiti in carcere
I due uomini coinvolti sono stati tratti in arresto e, dopo le formalità di rito, sono stati condotti nella casa circondariale di Vibo Valentia, in attesa delle decisioni dell’autorità giudiziaria. Come previsto dalla legge, gli indagati sono da considerarsi innocenti fino a eventuale condanna definitiva.



