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Accise sul tabacco, cosa cambia: da gennaio 2026 possibili rincari graduali

A partire da gennaio 2026, il costo delle sigarette potrebbe subire un incremento graduale, con possibili aumenti fino a un euro e mezzo entro il 2028.

L’ipotesi è allo studio dell’esecutivo per compensare le nuove regole europee che potrebbero ridurre le entrate fiscali legate al tabacco.

Motivazioni degli aumenti

Secondo il sottosegretario all’Economia Federico Freni, l’obiettivo è preservare il gettito fiscale nazionale, stimato oggi in circa 15 miliardi di euro derivanti dalle accise sul tabacco.

Le nuove disposizioni Ue prevedono l’adeguamento delle accise minime e il versamento di una quota direttamente al bilancio europeo. Per questo motivo, il governo valuta misure graduali per evitare perdite di entrate.

Tempistiche e dettagli

Gli incrementi non sarebbero immediati né uniformi: il piano prevede aumenti progressivi tra il 2026 e il 2028. Non è ancora definita con precisione la cifra per ciascun anno, ma l’obiettivo è raggiungere un aumento complessivo di circa un euro e mezzo entro il termine del triennio.

Gli aumenti dovrebbero riguardare principalmente le sigarette tradizionali, mentre le sigarette elettroniche e altri prodotti correlati non dovrebbero subire modifiche.

Contesto e valutazioni

Il viceministro dell’Economia Maurizio Leo ha sottolineato l’importanza di monitorare attentamente l’applicazione della direttiva europea sul tabacco, per evitare impatti negativi sul settore, sia in termini occupazionali sia per gli investimenti. L’esecutivo prevede di definire nella prossima legge di bilancio un assetto pluriennale delle accise, in modo da garantire stabilità e prevedibilità per lo Stato e per il mercato.