In seguito a diverse notizie di stampa, che hanno riportato in modo parziale e impreciso un episodio avvenuto presso il pronto soccorso di Rossano, l’Azienda Sanitaria Provinciale (ASP) di Cosenza ha deciso di fare chiarezza.
L’obiettivo è fornire una ricostruzione puntuale e trasparente dei fatti, nel rispetto del diritto di cronaca e del dovere di corretta informazione verso i cittadini.
La direzione dell’ASP, pur ribadendo la sua disponibilità al dialogo, ha sottolineato come la diffusione di notizie non verificate possa minare la fiducia nelle istituzioni sanitarie, contribuendo al fenomeno dell’emigrazione sanitaria. Per questo, ha invitato a una maggiore prudenza nel vagliare le fonti.
La cronologia dei fatti
L’episodio riguarda un minore arrivato al pronto soccorso, accompagnato dai genitori. Il bambino aveva riferito un sanguinamento orale dopo un recente intervento di tonsillectomia eseguito a Cosenza. Contrariamente a quanto riportato, al momento del triage non c’era un sanguinamento attivo, ma solo tracce di sangue coagulato su una tovaglietta. Tutti i parametri vitali del piccolo risultavano nella norma.
Il bambino è stato visitato tempestivamente e, considerando l’assenza pomeridiana dello specialista, è stata richiesta con urgenza una consulenza otorinolaringoiatrica. Dopo la visita, il paziente è stato riaccompagnato in pronto soccorso e sottoposto a esami del sangue, elettrocardiogramma e idratazione endovenosa. Durante la sua permanenza, non sono stati registrati nuovi sanguinamenti e l’emoglobina è rimasta nei limiti normali.
In accordo con il reparto di otorinolaringoiatria di Cosenza, è stato organizzato il trasferimento del minore con un’ambulanza attrezzata, che è arrivata in meno di un’ora. La direzione ha inoltre specificato che i genitori si sono sempre dimostrati collaborativi e non hanno mai espresso lamentele o dissenso riguardo all’assistenza ricevuta.
L’ASP di Cosenza ribadisce che l’assistenza prestata è stata pienamente conforme ai protocolli sanitari. Non ci sono stati ritardi né sottovalutazioni della situazione clinica. La diffusione di informazioni infondate danneggia gravemente l’immagine dell’Azienda e la professionalità dei suoi operatori, che ogni giorno svolgono il loro lavoro con dedizione e competenza per tutelare la salute pubblica.



