Secondo quanto riportato dal quotidiano Haaretz, il movimento Hamas avrebbe dato un primo via libera, seppur solo in linea di principio, al piano promosso dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump per fermare la guerra nella Striscia di Gaza.
La notizia, che arriva da fonti interne citate dal giornale israeliano, segna un possibile punto di svolta in un conflitto che da mesi devasta la regione.
I punti chiave dell’accordo
Il piano – illustrato in 21 punti da Trump durante un incontro con i leader arabi a margine dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite – prevede una serie di misure scaglionate. Tra queste, il ritiro progressivo delle Forze di Difesa Israeliane (IDF) dal territorio di Gaza, accompagnato dalla liberazione di centinaia di prigionieri palestinesi.
In cambio, Hamas si impegnerebbe a procedere al rilascio di tutti gli ostaggi israeliani, sia vivi che deceduti. Secondo fonti citate dalla CNN, la restituzione degli ostaggi dovrebbe avvenire entro 48 ore dalla firma dell’intesa.
Liberazioni su larga scala
Ma non finisce qui. Il piano messo sul tavolo dall’amministrazione Trump prevede anche la scarcerazione di migliaia di detenuti palestinesi, inclusi oltre 100 condannati all’ergastolo. Un gesto che rappresenterebbe un’importante concessione da parte di Tel Aviv e un potenziale punto di consenso per la leadership palestinese.
Le reazioni internazionali
Per ora, il piano resta in fase di valutazione diplomatica, ma l’apertura di Hamas segna un momento non trascurabile nella lunga e travagliata vicenda del conflitto israelo-palestinese. Gli occhi della comunità internazionale sono ora puntati su Washington, Gerusalemme e Doha, in attesa che le parole si traducano in atti concreti.



