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La Calabria chiede una Legge Regionale Anti-Discriminazione: appello unito delle associazioni LGBTQIA+

Alla vigilia delle elezioni regionali in Calabria, le principali associazioni LGBTQIA+ del territorio hanno rotto gli indugi, annunciando la costituzione di un coordinamento di scopo con un obiettivo chiaro e urgente: elaborare e promuovere una proposta di legge regionale contro ogni forma di discriminazione legata all’orientamento sessuale e all’identità di genere.

Questa iniziativa inedita, che vede unite forze come Arcigay Reggio Calabria I due mari, Agedo Reggio Calabria, Arcigay Cosenza e ARCI Cosenza, si inserisce in un momento cruciale: le elezioni del prossimo ottobre. L’intento è quello di aprire immediatamente un dibattito costruttivo, dando alla Calabria l’opportunità di compiere un passo avanti decisivo verso una società più giusta e rispettosa delle differenze.

La necessità di una normativa regionale emerge dall’esperienza diretta delle associazioni. Fin dal 2022, anno di nascita del primo Centro di Ascolto per le Discriminazioni (CAD) a livello regionale, i casi accolti hanno restituito una verità drammatica: esistono molte persone con fragilità, spesso invisibili e isolate, che subiscono discriminazioni quotidiane.

“Non si tratta di episodi sporadici, ma di fenomeni strutturali che incidono sul lavoro, sulla salute, sull’accesso ai servizi, sulle relazioni sociali e sulla stessa possibilità di esprimere liberamente la propria identità,” spiegano i promotori.

I dati sulla protezione dei diritti in Italia confermano la gravità della situazione: la nazione si trova al posto (secondo la Rainbow Map 2025 di Ilga Europe) su paesi europei, tra le ultime posizioni nell’Unione Europea.

Il nuovo organismo nasce proprio dalla volontà di sollecitare la politica su questo tema. Il percorso sarà allargato a professionisti e ad altre realtà che desiderano supportare l’iniziativa, con l’intenzione di dialogare con la nuova compagine regionale e offrire strumenti concreti per dotarsi di una legge efficace.

Subito dopo le elezioni, il coordinamento avvierà pubblicamente la prima riunione, puntando a costruire una Calabria che sia all’altezza delle sfide europee e nazionali. L’obiettivo finale è trasformare le richieste di protezione, visibilità e uguaglianza in un progetto normativo concreto, capace di produrre effetti reali nella vita delle persone.