Il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, si proietta con fiducia verso la prossima sfida elettorale, forte di un lavoro che, a suo dire, ha invertito il declino della regione.
In un’intervista a “la Repubblica”, Occhiuto si dichiara non superstizioso e punta a moltiplicare l’effetto positivo già osservato in altre regioni, come le Marche.
“Sono gli elettori a giudicarmi,” afferma, sostenendo la sua possibilità di vittoria grazie alla consapevolezza dei calabresi riguardo agli sforzi compiuti per colmare lacune, razionalizzare la spesa, unificare “consorzi-carrozzoni” e sostenere i lavoratori.
Sanità: progressi “oggettivi” ma resta l’amarezza
Uno dei nodi cruciali del suo mandato è la sanità, e sul tema, Occhiuto mantiene un tono ambizioso ma lucido. Riconosce i progressi “oggettivi” nei Livelli Essenziali di Assistenza (Lea), che hanno portato la Calabria al terzultimo posto, superando Sicilia e Valle d’Aosta, e nota un miglioramento nelle liste d’attesa. Nonostante ciò, ammette: “Non posso dire che sono felice di questa Sanità.”
Il presidente ha risposto anche a chi attribuisce il recente successo sull’uscita dal commissariamento alla sola spinta della premier Meloni. Occhiuto sottolinea che la presidente ha parlato del risultato come il frutto di un lavoro che ha dovuto affrontare “rovine”: commissari inattivi, l’esodo di 2500 dipendenti sanitari in pensione e aziende sanitarie che non chiudevano un bilancio da oltre un decennio. Secondo lui, la sinistra commette un errore elettorale proponendo un messaggio vecchio, incentrato su “redditi, assunzioni,” non riconoscendo la “dignità” e la “forza” della Calabria.
La questione medici cubani e il rilancio infrastrutturale
Riguardo alla presenza dei circa 400 medici cubani il cui contratto scadrà nel 2028, il presidente si mostra pragmatico: “Se necessario, li prorogherò.” Tuttavia, ribadisce che le azioni intraprese, come l’accertamento del debito con la Guardia di Finanza, sono destinate a migliorare strutturalmente la qualità di molti servizi.
Occhiuto ha saputo sfruttare anche il dibattito sul Ponte sullo Stretto per ottenere risultati concreti sul fronte infrastrutturale. Ha posto a Salvini la questione delle carenze stradali in vista della “megaopera”, assicurandosi ingenti risorse: 3,8 miliardi di euro per la Statale 106 e un miliardo per l’Alta velocità che arriverà fino a Praia. L’obiettivo è chiaro: colmare i divari e non acuirli.
Cautela sull’autonomia differenziata
In merito alla posizione dei suoi alleati leghisti sull’Autonomia differenziata, in particolare sulle intese per le materie “no-Lep” (Livelli Essenziali delle Prestazioni), Occhiuto richiama alla cautela. Si dice soddisfatto di aver rilevato da subito le criticità del progetto, confermate anche dalla Consulta. Per quanto riguarda le materie escluse dai Lep, ribadisce la necessità di “andarci cauti” e di prestare attenzione alle ricadute sociali ed economiche.



