La situazione della donazione di organi in Italia, e in particolare in Calabria, sta suscitando una crescente preoccupazione a causa di un sensibile aumento delle opposizioni.
Nei primi mesi del 2025, la percentuale di rifiuti ha toccato il 40%, il dato più elevato dell’ultimo decennio, rappresentando un serio ostacolo alla possibilità di salvare vite.
I dati e il trend negativo
L’analisi dei dati per il 2025 rivela un quadro allarmante: l’incremento dei “no” ha registrato un +3,4% rispetto all’anno precedente. Sebbene le astensioni alla donazione siano leggermente diminuite (-0,6% rispetto al 2024), è l’elevata percentuale di rifiuti (il 40%) a sollevare l’allarme, sottolineando una crescente riluttanza tra i cittadini.
Ogni rifiuto espresso si traduce in una possibilità mancata per le molte persone in lista d’attesa.
Le cause alla base dell’opposizione
Secondo le associazioni di settore, questo trend negativo è imputabile principalmente a due fattori interconnessi: la mancanza di informazione adeguata e il contesto burocratico in cui viene chiesto ai cittadini di esprimere la propria volontà.
1. Mancanza di informazione e paure infondate
Una carenza di informazione corretta e l’influenza di episodi sfortunati e dell’emotività giocano un ruolo cruciale. L’opposizione è spesso legata a paure e timori infondati, come l’errata convinzione che la donazione non sia possibile in età avanzata.
2. Il contesto burocratico
La possibilità di esprimere la scelta di donazione al Comune, in concomitanza con il rinnovo della Carta d’Identità Elettronica (CIE), è percepita come un momento improvviso e privo di una preparazione informativa sufficiente. Questa modalità burocratica, non accompagnata da una adeguata sensibilizzazione, spinge molti cittadini a esprimere un rifiuto o a non rispondere.
L’opposizione tra i giovani
Un dato particolarmente rilevante riguarda l’aumento dei “no” tra i più giovani, nella fascia d’età 18-30 anni. Nonostante questa popolazione abbia un maggiore accesso all’informazione digitale, si evidenzia una chiara inefficacia dei messaggi veicolati sul tema della donazione.
L’impegno delle associazioni
Di fronte a questa emergenza, associazioni come l’ANED (Associazione nazionale emodializzati) stanno intensificando i loro sforzi. Il presidente nazionale dell’ANED, Giuseppe Vanacore, ha rimarcato la serietà del problema, ribadendo che ogni rifiuto è una vita a rischio.
L’obiettivo primario delle associazioni è diffondere la consapevolezza sull’importanza della donazione e contrastare attivamente le false informazioni. In regioni come la Calabria, che viene descritta come “ultima della classe in tutto”, molte figure istituzionali e associative si stanno adoperando con forza per invertire la rotta e colmare il grave deficit informativo.
La sfida è ora quella di passare a un’azione più incisiva a livello nazionale e locale per superare le barriere informative e burocratiche che stanno compromettendo la generosità potenziale dei cittadini.



