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Polo Blu Calabria: La filiera nautica è già realtà, serve solo farla salpare

Mentre l’Italia del Sud rafforza la sua vocazione marittima, con la Puglia che annuncia il suo “Polo Brundisium”, la Calabria rivendica con orgoglio un primato: qui, la filiera nautica non è un progetto da avviare, ma una realtà viva, competitiva e riconosciuta a livello nazionale e oltre.

È giunto il momento, secondo gli addetti ai lavori, di darle un nome e un indirizzo strategico: Polo Blu Calabria.

Un’eccellenza che esiste, una rotta da governare

La forza della nautica calabrese risiede nel suo patrimonio umano. Cantieri e scuole tecniche della regione formano da tempo maestranze e professionisti di alto livello, oggi impiegati nei più importanti complessi nautici italiani e stranieri.

L’Associazione Costruttori dei Due Mari (ACDM), guidata da Andrea Guarascio, intende valorizzare questo capitale, portandolo al centro di una strategia regionale unitaria. Il Polo Blu, secondo l’ACDM, non nasce per creare qualcosa di nuovo, ma per mettere ordine in un’eccellenza già presente, unendo università, imprese e territori sotto una visione comune.

“La costituzione del Polo Nautico calabrese è solo una formalità – ricorda proprio il Presidente di ACDM – perché la nostra filiera esiste, cresce e compete nel mondo.”

Innovazione, mare e università: I tre asset dello sviluppo

L’ambizione del Polo Blu Calabria è quella di saldare la sapienza artigiana dei cantieri alla ricerca universitaria. L’Università della Calabria (Unical), con il suo Dipartimento di Ingegneria, è chiamata a sviluppare nuovi materiali e tecnologie per migliorare le performance delle imbarcazioni.

Inoltre, il coinvolgimento dell’Università di Scienze Turistiche mira a connettere il “mare produttivo” al “mare dell’accoglienza”, in un progetto integrato di conoscenza e impresa che guarda al Mediterraneo come a un’unica grande “officina blu”.

Infrastrutture: Il nodo cruciale da sciogliere

Il vero “mare da attraversare” per la nautica calabrese non è di idee, ma di infrastrutture. Come sottolinea il massimo esponente dell’ACDM, il gap da colmare risiede nella carenza di porti, darsene e posti barca.

Per questo, l’ACDM chiede l’istituzione di un tavolo tecnico regionale permanente sulla portualità e sulla cantieristica. In questa prospettiva strategica si inserisce il porto waterfront di Lamezia Terme, un sogno sospeso che, sfruttando la posizione ZES (Zona Economica Speciale) e la vocazione naturale della costa, potrebbe rinascere come Polo Nautico di eccellenza green.

La volontà di salpare: l’appello al Presidente Occhiuto

Un Polo Blu Calabria rappresenterebbe una scelta politica di sviluppo sostenibile, con investimenti mirati nella cantieristica, nell’innovazione, nel turismo e nella formazione. Si restituirebbe al mare il suo ruolo di motore economico e culturale per l’intera regione.

Il Presidente Guarascio conclude lanciando un chiaro appello al Governatore della Regione: “Auguriamo al presidente Roberto Occhiuto cinque anni di buon governo, certi che saprà raccogliere questo appello. La Calabria ha già tutto per diventare una potenza del mare: maestranze, intelligenze, università e un’identità fortissima. Serve solo la volontà di salpare.”

Il Polo Nautico Blu, conclude l’associazione, può diventare il simbolo di una Calabria finalmente straordinaria, che non si limita a guardare l’orizzonte, ma lo costruisce attivamente.