Il Comune di Lamezia Terme ha dato il via a una massiccia operazione di recupero crediti approvando l’emissione di 7.971 avvisi di accertamento relativi all’Imposta Municipale Unica (Imu) non versata dai contribuenti per l’anno 2020.
L’ammontare complessivo delle somme da riscuotere è significativo: supera i 7,5 milioni di euro, raggiungendo precisamente la cifra di 7.560.532 euro. Queste somme sono state iscritte nel bilancio di previsione 2025 dell’ente come crediti di dubbia esigibilità.
Tale classificazione comporta una diretta e inevitabile conseguenza: la limitazione della spesa corrente del Comune, una misura cautelativa per coprire il rischio di mancato incasso di tali entrate.
Dettagli delle attività di verifica e notifica
L’azione è stata portata avanti dal Settore Economico-Finanziario del Comune, che ha condotto una verifica dettagliata delle posizioni tributarie dei cittadini. Questo scrupoloso lavoro ha portato all’elaborazione e alla successiva notifica dei quasi ottomila avvisi di accertamento.
Gli avvisi sono stati emessi con la contestuale irrogazione delle sanzioni previste dalla normativa.
Come specificato nell’atto, l’accertamento tributario non è che la prima fase di gestione dell’entrata. Questo processo cruciale mira a consolidare la pretesa creditoria dell’ente pubblico e si articola in passaggi ben definiti:
- La verifica della ragione del credito e la sussistenza di un idoneo titolo giuridico.
- L’identificazione univoca del debitore.
- La quantificazione esatta della somma da incassare.
- La fissazione della scadenza di pagamento entro cui il contribuente deve adempiere.
L’intervento del Comune di Lamezia Terme sottolinea l’impegno dell’amministrazione nel contrastare l’evasione fiscale e nel garantire l’equità contributiva, elementi fondamentali per il mantenimento dell’equilibrio finanziario dell’ente e per la capacità di fornire servizi pubblici.



