Un prestigioso progetto internazionale sta riportando alla luce il fondamentale contributo degli italo-americani all’industria cinematografica mondiale, ponendo l’accento in particolare sulle figure dei fratelli Gaudio e di Nicholas Musuraca, tutti con radici nella provincia di Cosenza.
L’iniziativa è il frutto del meticoloso lavoro della Cineteca della Calabria, da anni impegnata nel recupero della memoria e dell’identità culturale della regione.
L’eccellenza dei fratelli Gaudio a Hollywood
I fratelli Gaetano Antonio ed Eugenio Gaudio, emigrati a New York nel 1906, intrapresero un rapido percorso di successo nel mondo del cinema. Partiti come fotografi, approdarono presto sul set, con Tony (Gaetano Antonio) che già nel 1909 realizzò il suo primo film americano come direttore della fotografia, Princess Nicotine; or, The Smoke Fairy.
Il culmine del loro successo è rappresentato da Tony Gaudio, il quale non solo divenne titolare di numerosi brevetti e un direttore della fotografia affermato a Hollywood, ma ottenne un primato storico per l’Italia: fu il primo italiano a vincere un Premio Oscar. Il prestigioso riconoscimento gli venne assegnato nel 1937 per il film Avorio Nero di Mervyn LeRoy, a cui si aggiunsero altre quattro nomination nei successivi dieci anni.
La pubblicazione e la mostra internazionale
Questo percorso di riscoperta è stato recentemente celebrato con la presentazione, alle Giornate del Cinema Muto di Pordenone, della pubblicazione della Cineteca della Calabria intitolata “Tony Gaudio cinematographer/Una storia ritrovata”. Il volume raccoglie articoli e fotografie, in gran parte pubblicati da e su Gaudio sulla rivista American Cinematographer, di cui fu socio fondatore e persino presidente, a testimonianza della sua grandezza. Il testo, realizzato con il contributo di Antonio Renda, Guglielmo Sirianni e Raffaele Cardamone, abbina alle traduzioni anche i cineromanzi dei film più significativi a cui Gaudio ha lavorato.
Insieme a Gaudio, anche la figura di Nicholas Musuraca è stata riscoperta e valorizzata attraverso la mostra “Direttori della fotografia a Hollywood. La grande avventura”, attualmente in esposizione permanente all’Istituto Italiano di Cultura a Cracovia e in procinto di attraversare l’oceano in collaborazione con università americane e calabresi.
Un progetto contro gli stereotipi
Secondo Eugenio Attanasio, presidente della Cineteca della Calabria, l’invito al Film Fair di Pordenone “testimonia la valenza culturale di un progetto che consta di un libro, una grande mostra ed una rassegna che circuita all’estero, promuovendo l’identità italiana ed un’immagine diversa della Calabria, regione che ha necessità di emendarsi dagli stereotipi.”
Attanasio sottolinea come la Cineteca operi spesso senza il sostegno adeguato delle istituzioni per riscoprire storie cinematografiche di grande portata, come quelle di Gaudio, Musuraca, Francesco Misiano e Corrado Alvaro sceneggiatore.
“Noi produciamo progetti culturali di livello internazionale, in una regione abituata ad importare spettacoli,” ha dichiarato Attanasio, aggiungendo che la Calabria è stata finora raccontata prevalentemente da sguardi esterni. La Cineteca si propone, invece, di invertire questa rotta, uscendo dai “facili cliché” e sperando di formare nuove generazioni di artisti in grado di raccontare la regione dall’interno.
Un ruolo cruciale nella divulgazione di queste scoperte è svolto dal giornalista Francesco Stanizzi, coordinatore dell’Ufficio stampa, comunicazione e pubbliche relazioni della Cineteca della Calabria.
L’appello finale di Attanasio è rivolto alle istituzioni, affinché “sappiano cogliere queste istanze di cambiamento e sappiano riconoscere la valenza di quanto accade nei nostri territori, emancipandosi dal peso della politica.”



