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AOU Catanzaro nel mirino della Corte dei Conti: esposto Sì Cobas per ritardi e contenziosi

L’Azienda Ospedaliero Universitaria (AOU) “Renato Dulbecco” di Catanzaro si trova al centro di una dura contestazione da parte del sindacato Sì Cobas. L’organizzazione sindacale ha inviato una diffida formale ad adempiere ai vertici aziendali (il Commissario Straordinario Simona Carbone e il Direttore Amministrativo Antonio Mantella), inoltrandola per conoscenza alla Procura Regionale della Corte dei Conti di Catanzaro, affinché venga considerata un vero e proprio esposto.

Ritardi contrattuali che generano un “danno erariale”

L’oggetto della contestazione sindacale è l’enorme ritardo nell’applicazione di fondamentali istituti contrattuali, come il riconoscimento dei “Differenziali economici di professionalità” (DEP) per il 2025 e la regolamentazione del diritto al buono pasto. Sebbene l’AOU abbia recentemente tentato di intervenire con note interne (prot. n. 440696 e n. 44749 del 14/10/2025), il Sì Cobas ritiene che l’inerzia pregressa abbia già generato – e continui a generare – un numero considerevole di contenziosi del lavoro.

Secondo il sindacato, questa inefficienza amministrativa si traduce in un danno erariale considerevole a danno della collettività. I ricorsi vinti dai lavoratori contro l’AOU comportano, infatti, ingenti esborsi per parcelle legali pagate agli avvocati, oltre agli accantonamenti necessari a coprire le cause in corso.

L’allarme per il bilancio e i futuri ricorsi

Il Sì Cobas sottolinea che il bilancio aziendale, in particolare la sezione dedicata agli accantonamenti per il contenzioso, riflette chiaramente il danno finanziario causato da tale gestione inefficace. Si citano come esempio le decine di vertenze sul diritto al buono pasto, concluse con la soccombenza dell’AOU.

Inoltre, il sindacato avverte che la mancata definizione dei ricorsi per il riconoscimento dei DEP 2024 e la procrastinazione nell’applicazione dei DEP 2025 entro la scadenza di dicembre, creeranno ulteriori contenziosi.

Il Coordinatore di Calabria e Sicilia, Roberto Laudini, ha fatto sapere che l’organizzazione si costituirà in giudizio contro gli eventuali responsabili, chiedendo alla Procura della Corte dei Conti di accertare il nocumento al patrimonio aziendale.