A lungo ritenute un problema prevalentemente maschile, le malattie cardiovascolari rappresentano la principale causa di morte per le donne, sia a livello nazionale che mondiale.
I dati recenti evidenziano un allarme significativo, specialmente nella fascia d’età compresa tra i 40 e i 60 anni.
Fattori di rischio diffusi e alterazioni cardiache
Un’indagine condotta da Cittadinanzattiva in collaborazione con Federfarma, su 2.328 donne tra i 40 e i 60 anni in farmacie di sei regioni italiane, ha fatto emergere dati preoccupanti. Il 90% delle donne coinvolte presenta almeno un fattore di rischio cardiovascolare, e oltre un quarto (il 25%) ne ha tre o più in contemporanea.
I fattori di rischio considerati sono numerosi e includono: ipertensione, diabete, patologie renali, menopausa, uso di contraccettivi orali, sindrome dell’ovaio policistico, storia familiare di malattia cardiovascolare precoce, cattiva salute orale, disturbi depressivi, malattie autoimmuni e stili di vita poco salutari.
Non solo fattori di rischio, ma anche anomalie concrete: oltre un terzo (37,4%) delle donne mostra anomalie all’elettrocardiogramma (ECG). In particolare, si riscontrano disturbi del ritmo cardiaco (nel 50% dei casi) e della conduzione intraventricolare (41,2%). Tra le donne con alterazioni all’ECG, il 23,6% è in sovrappeso e il 13,2% è obesa.
L’importanza dell’aderenza terapeutica
Un elemento di forte criticità riguarda le donne già in cura per l’ipertensione: quasi tre su dieci (29,3%) registrano ancora valori pressori elevati. Questo dato solleva interrogativi sulla possibile difficoltà nell’aderenza alla terapia o sulla scarsa efficacia del trattamento in corso, evidenziando la necessità di un monitoraggio più attento e di un supporto per la gestione della patologia.
La menopausa come punto di svolta
La fascia d’età 40-60 anni è considerata particolarmente delicata poiché le variazioni ormonali legate alla menopausa contribuiscono ad aumentare il rischio cardiovascolare. Questo periodo di transizione rappresenta un momento cruciale in cui la consapevolezza e la prevenzione diventano ancora più essenziali.
Bassa percezione del rischio
Nonostante le malattie cardiovascolari siano la prima causa di morte femminile, la percezione del rischio rimane ancora bassa. Dallo studio emerge che il 61,9% delle donne considera il tumore al seno la principale minaccia per la propria salute, mentre solo il 23,8% indica le malattie cardiovascolari come preoccupazione prioritaria.
Francesca Moccia, vicesegretaria generale di Cittadinanzattiva, sottolinea l’urgenza di invertire questa tendenza: «È fondamentale investire in campagne di informazione e in iniziative di salute di prossimità, per sensibilizzare le donne e promuovere una vera cultura della prevenzione cardiovascolare». L’intervento mira a colmare il divario tra l’effettiva incidenza della patologia e la percezione del rischio da parte della popolazione femminile.



