Una donna di 47 anni, Crocifissa Cavallo, residente a Caulonia (Reggio Calabria) e originaria della Svizzera, è stata fermata dalla Squadra Mobile di Cosenza in possesso di oltre tre chili di cocaina in prossimità dello svincolo autostradale di Rende-Cosenza Nord.
Il suo comportamento “anomalo” durante un controllo casuale ha insospettito gli agenti, portando a una perquisizione che ha svelato un notevole carico di stupefacenti.
Il controllo e il sequestro
L’episodio è avvenuto quando la donna è stata fermata per un controllo di routine. Secondo quanto ricostruito nell’ordinanza di convalida firmata dal gip Claudia Pingitore, la signora Cavallo avrebbe manifestato agitazione e nervosismo durante le domande dei poliziotti, dichiarando vagamente di trovarsi in zona per consegnare “merce” a un parente non meglio identificato.
La successiva perquisizione della sua Fiat Punto grigia ha portato a una scoperta significativa:
- Una borsa termica contenente due panetti di cocaina era nascosta sotto il sedile anteriore.
- Un terzo panetto di cocaina è stato rinvenuto occultato nel vano motore, sotto una paratia di plastica.
In totale, sono stati sequestrati 3,3 chili di cocaina.
Durante il controllo, gli agenti hanno anche trovato due telefoni cellulari schermati con una gabbia di Faraday, un dispositivo comunemente usato per impedire la localizzazione satellitare.
La decisione del gip
Davanti al giudice, Crocifissa Cavallo, difesa dall’avvocato Vincenzo Cicino, si è avvalsa della facoltà di non rispondere.
Il giudice per le indagini preliminari ha comunque ravvisato la sussistenza di gravi indizi di colpevolezza per detenzione di stupefacenti a fini di spaccio. Nell’ordinanza si evidenzia che l’ingente quantità di droga, le modalità di occultamento e il comportamento della donna “denotano una destinazione della sostanza alla commercializzazione e non al consumo personale“.
Domiciliari con braccialetto elettronico
Pur riconoscendo la gravità del fatto, il gip ha optato per la misura degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. Questa decisione è stata motivata dall’incensuratezza della donna e dal fatto che risiede fuori provincia, ritenendo la misura cautelare proporzionata al reato contestato e sufficiente a prevenire la reiterazione di condotte analoghe.
Tuttavia, il gip sottolinea che le modalità del fatto “denunciano uno stabile inserimento in circuiti delinquenziali dediti alla commercializzazione di droga” e che il sequestro “indica una condotta non occasionale e potenzialmente collegata a reti di spaccio operanti tra la Calabria e la provincia di Cosenza”. Nonostante l’attualità del pericolo di recidiva, l’assenza di precedenti penali ha escluso la necessità della detenzione in carcere.



