Un comizio elettorale a Bari a sostegno del candidato del centrodestra Luigi Lobuono ha messo in luce le diverse priorità all’interno della coalizione di governo, con Matteo Salvini che ha usato toni duri sui temi migratori e Giorgia Meloni che si è concentrata sulla difesa delle politiche economiche e sociali dell’esecutivo.
Le posizioni di Salvini: integrazione e “remigrazione”
Il leader della Lega, Matteo Salvini, ha focalizzato il suo intervento sulla questione dei migranti, con particolare riferimento a coloro che professano la religione musulmana. Salvini ha posto l’accento sul rispetto della cultura italiana, dei simboli e dei valori nazionali, ribadendo che la libertà di culto non può prescindere dalla conformità alla Costituzione italiana e alle tradizioni locali.
Secondo Salvini, il punto cruciale non è la fede in sé, ma l’adesione ai principi fondanti della società italiana. Chi non mostra la volontà di conformarsi dovrebbe tornare nel proprio Paese. In linea con la retorica dell’estrema destra europea, Salvini ha introdotto il concetto di “remigrazione”, inteso come il rimpatrio anche di coloro che, pur non essendo irregolari, non riescono a integrarsi pienamente. Il leader leghista ha insistito sul fatto che accoglienza e rispetto debbano essere reciproci, citando il presepe e il crocefisso come esempi di tradizioni da difendere.
Meloni: difesa della manovra e investimenti in sanità
La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha invece spostato il focus sulle politiche di governo. La premier ha fortemente difeso la Legge di Bilancio 2026, respingendo le accuse mosse dall’opposizione e dai sindacati di favorire le fasce più abbienti della popolazione.
Meloni ha messo in evidenza gli investimenti del governo nella sanità, sottolineando l’obiettivo di aumentare le prestazioni erogate ai cittadini. Ha inoltre replicato alle critiche dei sindacati in merito ai diritti dei lavoratori, difendendo le scelte operate dalla maggioranza. La presidente del Consiglio ha poi criticato quella che ha definito una “supponenza” culturale della sinistra, affermando con determinazione che il giudizio finale sull’operato del governo spetta in ultima analisi soltanto agli elettori.
La questione giustizia e il referendum
Riguardo al tema della giustizia, Meloni ha ribadito la necessità di un sistema giudiziario in grado di garantire l’indipendenza e la libertà della magistratura dalle ingerenze dei partiti politici. Ha difeso con fermezza l’uso del referendum come strumento cruciale per sottrarre le nomine al CSM (Consiglio Superiore della Magistratura) alle logiche partitiche, criticando le interpretazioni della sinistra definite come superficiali e distorte rispetto al vero obiettivo della riforma.
L’evento di Bari ha dunque evidenziato come la coalizione di centrodestra si stia muovendo su due binari comunicativi distinti: da un lato la linea identitaria e securitaria, rappresentata da Salvini, e dall’altro la difesa pragmatica e l’illustrazione delle riforme di governo, guidata da Meloni.



