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FIN Calabria smentisce Manna: “Nuoto in crescita e dichiarazioni infondate”

Il Comitato regionale calabro della Federazione Italiana Nuoto (FIN) ha risposto con fermezza alle recenti dichiarazioni rilasciate alla stampa da Carmine Manna, gestore delle piscine comunali di Campagnano e presidente dell’Amphiios.

Manna aveva esternato preoccupazioni circa una presunta “fase difficile, quasi di sopravvivenza” che starebbe attraversando il movimento natatorio locale.

La replica della FIN Calabria mira a “ristabilire con chiarezza la verità dei fatti”, respingendo categoricamente il quadro negativo dipinto dal gestore e mettendo in luce quello che definisce un comportamento ostruzionistico da parte di Manna.

Un movimento in netta crescita

La Federazione sostiene che le affermazioni di Manna sono “infondate e in netto contrasto con la realtà dei fatti” che vedono invece il movimento calabrese godere di un trend di crescita pluriennale in tutti i settori. A sostegno di questa tesi vengono citati:

  • Un aumento degli eventi regionali.
  • Risultati significativi ottenuti a livello nazionale e internazionale.
  • Una rassegna stampa decennale che testimonierebbe il costante progresso, frutto del lavoro di dirigenti e staff tecnici qualificati.

La FIN definisce le dichiarazioni di Manna “offensive verso gli operatori del settore”.

Contributi pubblici e la disdetta dell’accordo triennale

Il Comitato regionale sottolinea come diversi gestori, incluso lo stesso Carmine Manna, abbiano beneficiato di “consistenti contributi a fondo perduto per centinaia di migliaia di euro” erogati dal MEF su iniziativa della FIN, con l’obiettivo diretto di sostenere l’attività sportiva, in particolare quella agonistica. La Federazione ribadisce che chi riceve fondi pubblici ha il dovere di garantire servizi e spazi adeguati alla comunità e alle società sportive.

Un punto cruciale della contesa è la “scelta scellerata” di Manna di disdire l’accordo triennale economico stipulato nel 2024 con la FIN per l’acquisto di spazi acqua nella vasca olimpica. Tale accordo era volto a garantire la preparazione degli atleti delle società affiliate in impianti conformi agli standard e a ospitare eventi federali con un positivo impatto economico sul territorio.

Secondo la FIN, questa disdetta ha causato un “danno tangibile” alle società sportive e al territorio, penalizzando la crescita tecnica degli atleti e privando la comunità di importanti opportunità di confronto agonistico.

Ostacoli nell’accesso agli spazi acqua

Il Comitato regionale accusa Manna di un comportamento che avrebbe limitato la disponibilità degli spazi acqua alle società sportive affiliate, compromettendo la programmazione tecnica e l’attività agonistica. Viene inoltre sollevata la questione della riduzione della flessibilità negli orari di utilizzo della vasca da 25 metri per gli atleti che avrebbero garantito un “corrispettivo certo”, costringendo le società a richiedere l’intervento del Comune di Cosenza.

Per tutte queste motivazioni, la FIN Calabria chiede al gestore Carmine Manna una pubblica rettifica delle affermazioni e il ripristino di condizioni di lavoro rispettose degli impegni presi.

Il Comitato conclude riaffermando che il confronto è gradito, purché basato su “dati, responsabilità e correttezza istituzionale, non su dichiarazioni prive di riscontro che screditano ingiustamente il lavoro di tanti professionisti”. La Federazione continuerà a tutelare atleti, tecnici e dirigenti, pretendendo che chi gestisce impianti pubblici o di rilevanza pubblica rispetti “i patti, le regole e il valore sociale dello sport” in linea con gli impegni assunti con l’Ente pubblico affidatario della concessione.