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Oltre i confini della poesia: Raffaella Condello e la forza della resilienza in “Oscuro male”

Oggi, nella nostra rubrica dedicata alle voci che sanno trasformare l’esperienza in parola viva, ospitiamo Raffaela Condello, poetessa, pedagogista, psicologa e docente di Palmi (RC).

Dirigente dello Studio “ArcoIris”, ha istituito diversi sportelli gratuiti di ascolto psicologico per donne vittime di violenza, casi di bullismo e mobbing, difficoltà legate al Covid-19, profughi della guerra in Ucraina, uomini e padri in difficoltà.

Relatrice in numerosi convegni e seminari, è stata insignita di importanti riconoscimenti: Premio Anassilaos Mimosa 2020, Premio Award San Francesco 2021 come Operatore di Pace, Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana (2024).

Autrice di varie pubblicazioni, tra cui Anelito soffio dell’anima, E io tra di voi, Profumo di Bianca Zagara, È nto cori, Urlo l’amore per la pace e l’odio per la guerra e La mia psicologia – introspezione nei meandri dell’io (2025).

La poesia della settimana: “Oscuro male”

La poesia “Oscuro male” esprime con grande intensità il conflitto interiore tra speranza e sofferenza.

Il tempo doloroso scorre lento, mentre l’anima — ancora luminosa — cerca conforto in una stella cadente e in una benedizione divina capace di restituire forza e solidità.

Il “male oscuro” trasforma l’io poetico in un leone ruggente, simbolo di una forza che nasce dal dolore, ma allo stesso tempo sottrae sorrisi, vitalità e leggerezza. Le immagini del mare diventano luogo della sofferenza: la sabbia diventa grandine, la luna perde il suo dialogo con le stelle, il cielo trattiene la luce.

Il testo culmina in un’ascesa verso un “mondo dell’Eterno”, dove finalmente si percepisce calore, estate, pace: un contrasto netto rispetto al freddo inverno della malattia e della fragilità umana.

Una poesia intensa, ricca di metafore e immagini luminose e ombrose insieme, capace di coinvolgere profondamente il lettore e condurlo nel cuore della resilienza.

Oscuro male

di Raffaella Condello

Scorre lento il mio dolente tempo

sfugge dal mio amato olimpo

la mia anima ancor speranzosa e lucente

cerca nel cielo la stella cadente

e chiede a Dio l’unzione di quella goccia

che rendeva la mia linfa come roccia

mi è dentro l’oscuro male pungente

che m’ha mutato in leone ruggente

e al cospetto della mia vita avvenente

ha deposto un dolore persistente

svanito è il mio tenero sorriso

fermato il passo lesto e sinuoso

persa la mia folta chioma

che faceva di me un’antica dama

calato il ritmo del mio mare andante

e della mia onda azzurra spumeggiante

le variopinte ali velate le ho posate

son ferme lì, non fan volate

nella riva del mio mare

m’è posto il divieto di giocare

la sabbia è grandine furente

e colpisce la mia anima duramente

la luna ribelle

ha abolito il sorriso alle stelle

poiché il mio debole cuore

fredda piano la mia carne dal dolore

il firmamento prima contento

non ode più il mio sereno canto

la sofferenza che mi cinge è suo tormento

e frena una grande lacrima a stento

tra i raggi del sole quasi spenti

che si calano deboli su pendii silenti

salgo così nel mondo dell’Eterno

ove sento la calda estate

non più il freddo inverno

Vuoi essere anche tu ospite della rubrica?

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Allora Oltre i confini della Poesia è anche per te!

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