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Protesta a Catanzaro: i lavoratori Telecontact in piazza contro la cessione di TIM

Oltre quattrocento lavoratori del call center Telecontact, società controllata al 100% da TIM, sono scesi in piazza questa mattina nel centro di Catanzaro per un sit-in e uno sciopero.

La mobilitazione è stata indetta per esprimere un fermo “no” alla prevista cessione dell’azienda a un’altra società, operazione che solleva forti timori per il futuro occupazionale di circa 1.600 dipendenti a livello nazionale, di cui circa 450 nella sola sede calabrese.

La protesta è partita da Piazza Matteotti per concludersi in Piazza Prefettura. L’iniziativa è stata promossa unitariamente dalle sigle sindacali Cgil, Cisl, Uil e Ugl con le rispettive categorie del settore telecomunicazioni.

Timori per il futuro: “Operazione senza senso industriale”

I sindacati hanno espresso forte indignazione per la decisione di TIM di esternalizzare il call center, facendolo uscire dal perimetro del gruppo. Telecontact opera da 25 anni fornendo un servizio fondamentale di customer care per l’ex monopolista di Stato.

Secondo le rappresentanze sindacali, è “inaccettabile” che un’azienda con tale storia e ruolo venga ceduta a una società che, al contrario, presenta un capitale sociale irrisorio, quantificato in soli 10.000 euro. Questo elemento, unitamente all’assenza di un “senso industriale” nell’operazione, fa temere concretamente una dequalificazione professionale e salariale per i lavoratori coinvolti, oltre al rischio di una “potenziale delocalizzazione mascherata”.

L’esternalizzazione, sottolineano Cgil, Cisl, Uil e Ugl, non solo rischia di compromettere la qualità dei servizi offerti, ma crea soprattutto una “vera e propria bomba sociale” in un contesto già critico come la Calabria, caratterizzata da un’alta depressione occupazionale.

L’obiettivo della mobilitazione è chiaro: trasformare la vertenza calabrese di Telecontact in una vertenza nazionale, richiamando l’attenzione delle istituzioni sul destino di centinaia di lavoratori.